Rita Fenini

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Per onorare l’artista, il poeta, il regista, il pittore, l’uomo poliedrico, il contemporaneo più amato e conosciuto nel mondo della celluloide e della cultura, la città di Padova -prima in Italia- ha dato il via alle celebrazioni per il centenario della nascita del genio riminese con la mostra “Verso il centenario. Federico Fellini. 1920-2020”, allestita ai Musei Civici agli Eremitani e curata da Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia e Francesca Fabbri Fellini

La Mostra, perchè visitarla

Nel pieno rispetto dell'eclettismo e della versatilità del maestro, la mostra non segue un percorso cronologico, ma propone un corpus unico che riunisce ogni sorta di materiale prodotto da Fellini o che - direttamente o indirettamente - lo riguardi: copioni, contratti, fotografie (di scena e di vita privata), manifesti e locandine, oggetti di scena, costumi, libri e l'intima raccolta di lettere scritte a Giulietta Masina, grande amore della sua vita

Di particolare interesse gli oltre 160 disegni a firma del regista, testimonianza di un talento febbrile, iperattivo anche fuori dal set. Per la prima volta, in una sala speciale della mostra (vietata ai minori), viene presentata una serie straordinaria di disegni erotici realizzati da Federico Fellini negli ultimi anni della sua vita (tra il 1991 e il 1992): la serie - denominata Erotomachia – rappresenta l’archetipico combattimento tra l’Uomo e la Donna "riveduto e corretto" dall’ironica ottica felliniana

Parte importante del percorso espositivo anche i manifesti originali dei suoi film (da Amarcord ai Vitelloni, da La strada al Satyricon) e la sezione speciale  dedicata al film Casanova, con esposti oltre 15 dei sontuosi costumi che regalarono l' Oscar (nel 1977) a Danilo Donati, scenografo e costumista straordinario

Dove

Musei Civici agli Eremitani, in Piazza Eremitani 8 a Padova

Quando

Sino al 1 settembre 2019

Orario: 9-19. Chiuso il lunedì

Federico Fellini, brevi cenni biografici e filmografia

Federico Fellini è nato a Rimini il 20 gennaio 1920, figlio di Ida Barbiani e di Urbano, rappresentante di commercio originario di Gambettola.

Mentre ancora frequenta il liceo, il futuro regista comincia a farsi un nome come caricaturista: per promuovere i film, il gestore del cinema Fulgor gli commissiona i ritratti dei divi.

Nei primi mesi del ’38 avvia una collaborazione con la “Domenica del Corriere” - che ospita varie sue vignette - e con il settimanale umoristico fiorentino “420”.

Trasferitosi a Roma nel gennaio ’39 con il pretesto di iscriversi a giurisprudenza, Fellini entra nella redazione del “Marc’Aurelio”, un diffuso periodico satirico, diventando popolare attraverso centinaia di interventi a firma Federico.

Nella Capitale frequenta gli ambienti dell’avanspettacolo (scrivendo monologhi per il comico Aldo Fabrizi) e collabora alle trasmissioni di varietà della radio, dove incontra la giovane attrice Giulietta Masina (1921-1994), che sposerà il 30 ottobre ’43: avranno soltanto un figlio, morto a un mese dalla nascita.

Partecipando ai copioni dei film di Fabrizi e di altri, il "riminese" si impone presto come sceneggiatore: lavora a Roma città aperta e subito dopo a Paisà, stringendo una feconda amicizia con Roberto Rossellini.

Sceglie di associarsi con il commediografo Tullio Pinelli - al quale resterà per sempre legato - e in coppia diventano fra gli sceneggiatori più richiesti, al servizio di vari registi, tra i quali spiccano Pietro Germi e Alberto Lattuada: quest’ultimo vuole accanto Fellini nella regia di Luci del varietà (1950), che si autoproducono, uscendo dall’impresa pieni di debiti.

Va male anche il primo film che Fellini dirige da solo, Lo sceicco bianco (1952: il successo arriva però l'anno dopo con I vitelloni (1953), Leone d’argento a Venezia e lancio definitivo di Alberto Sordi.

Segue La strada (1954), interpretato da Giulietta e premiato con l’Oscar, la prima di una serie di pellicole che collocheranno Fellini fra i grandi del cinema.: tra i titoli più noti, si ricordano Le notti di Cabiria (’57, altro Oscar), La dolce vita (’60, Palma d’oro a Cannes), 8½ (’63, Oscar) Fellini Satyricon (’69),  Roma (’72), Amarcord (’73, Oscar), Il Casanova (’76), Prova d’orchestra (’79), Ginger e Fred (’85), Intervista (’87, premio del Quarantennale a Cannes, Gran premio a Mosca), La voce della luna (’90).

L’iter felliniano è costellato di omaggi e riconoscimenti, inclusi la Legion d’onore (’84) e il Praemium dell’Imperatore del Giappone (’90).

Fellini è uno dei registi che ha vinto più Oscar, ben cinque, di cui l’ultimo, alla carriera, pochi mesi prima della morte, avvenuta a Roma il 31 ottobre 1993 

(da www.federicofellini.it)


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