Martino Zanetti, collezionista e proprietario del marchio Hausbrandt, dona al Vittoriale tutta la propria raccolta di documenti autografi di Gabriele d’Annunzio: oltre 3000 cimeli originali, fra lettere dello scrittore alle sue amate, manoscritti e discorsi pubblici del periodo 1882-1883 e 1936-1938, ritenendo doveroso farle “rivivere” nel luogo più appropriatamente deputato: l’ultima dimora del Poeta. Un patrimonio fino ad ora “nascosto” che verrà donato al Vittoriale proprio per dare nuovi stimoli e nuove sensazioni a tutti gli appassionati, desiderosi di conoscere al meglio il "Vate" che ha costruito intorno a sé il mito di una vita come un'opera d'arte.

“La passione per Gabriele d’Annunzio è nata al momento di maturazione umana, quando da adolescente ho incominciato a leggerlo - dice Martino Zanetti - e immediatamente ho percepito l’abissale discrepanza tra quanto leggevo (e ne venivo affascinato) ed una docenza e una critica storico/letteraria sistematicamente e cervelloticamente negative. Questo entrava in conflitto anche con le opinioni espresse da scrittori non italiani, che altamente hanno apprezzato l’opera di d’Annunzio (Hemingway primo fra tutti). Ancora oggi, e me ne accorsi già allora, durante la prima visita al Vittoriale, questo ha generato una noncuranza da parte del grande pubblico italiano per uno dei suoi “cinque grandi delle lettere” (Dante, Petrarca, Boccaccio, Leopardi e d’Annunzio). Nonostante l’attuale successo del Vittoriale, per numero di visitatori e attività, persistono antichi pregiudizi per le opere e la vita del grande Poeta”

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