Donatello, restaurate le teste bronzee della cantoria

Dopo un restauro di 5 cinque anni, tornano in esposizione al museo dell'opera di Santa Maria del Fiore di Firenze le due sculture realizzate nel '400 per la Cattedrale

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Dopo un restauro iniziato nel 2008 (a cura dell'Opificio delle Pietre Dure), sono tornate visibili, nel museo dell'opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, le due teste in bronzo appartenenti alla cantoria di Donatello, realizzata per la cattedrale di Firenze tra il 1433 e il 1439. Le teste resteranno visibili fino al 27 maggio.


Considerate opere dell'inizio del Rinascimento, la critica è concorde nell'attribuire a Donatello la testa a sinistra, mentre sull'altra i pareri sono discordi: a seconda delle scuole di pensiero, potrebbe trattarsi sempre di Donatello oppure di Michelozzo, suo "compagno'" di bottega dal 1425 al 1438. Capolavori di evidente ispirazione ellenistica, somiglianti ma non identiche, nel tardo Ottocento le teste si trovavano nel Museo Nazionale del Bargello, dove erano entrambe ritenute erroneamente antiche.


La scoperta di un documento del 1439, che autorizza la consegna a Donatello di una quantità di bronzo per "una testa" della cantoria - precisando che l'opera dovrà assomigliare "all'altra testa", senza indicazioni però circa autore o provenienza - aveva fatto avanzare l'ipotesi che si trattasse di due sculture di periodi diversi: una antica, la compagna realizzata da Donatello su modello della prima.


Il restauro, condotto dal settore Bronzi e Armi antiche dell'Opificio, ha potuto studiare per la prima volta in profondità la tecnica esecutiva delle due sculture, dimostrando che si tratta di manufatti realizzati con la tecnica della cera persa, utilizzando la medesima lega. Il restauro ha poi confermato come le due teste in origine fossero interamente ricoperte d'oro, come riportato in un documento dell'epoca. La doratura è stata eseguita con la tecnica ad amalgama di mercurio e sono state trovate anche delle tracce di oro in foglia. L'oro è stato poi eliminato, in un momento imprecisabile, spazzolando la superficie con raschietti e probabilmente anche sostanze acide. Successivamente il bronzo è stato patinato con un composto scuro, di notevole spessore, costituito da oli, cere e pigmenti che si è unito al bronzo, soprattutto nella testa attribuita a Donatello. (ANSA)

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