Danimarca, architettura a misura d’uomo e di elefante

Laboratorio del "mattone creativo", la città ha chiesto a Norman Foster di progettare una casa confortevole anche per i pachidermi dello zoo

Nella visione olistica del popolo danese, anche una cernia gigante e un elefante asiatico hanno diritto a godersi la loro fetta di bellezza. Così, per progettare la nuova Elephant house, ossia il padiglione degli elefanti dello zoo di Copenaghen, è stato chiamato addirittura l’archistar Norman Foster. Che, per l’occasione, ha studiato un po’ d’etologia e ha ideato un recinto per pachidermi dotato di una cupola di vetro perfettamente in grado (sostiene Foster) di riprodurre l’effetto della luce quando filtra tra gli alberi delle foreste tropicali.

Inaugurerà invece a marzo il nuovo acquario, denominato The Blue Planet, su progetto dello studio 3xn: 10 mila metri quadrati, 20 mila animali, 450 specie diverse e 700 mila visitatori l’anno attesi. Costruita vicino all’aeroporto di Kastrup, ammirata dall’alto dai passeggeri in atterraggio, la struttura dovrà confondersi con le correnti atlantiche del Canale di Øresund (sperando che i piloti non si distraggano).

Per gli esseri umani, continua invece lo sviluppo del quartiere di Ørestad, 3 chilometri quadrati totalmente consacrati alla sperimentazione. Attrazione principale di questa sorta di museo abitabile a cielo aperto, la nuova Dr concert hall progettata da Jean Nouvel Ateliers.

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