Rita Fenini

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In occasione del decimo anniversario della Fondazione Palazzo BLU di Pisa, l'11 ottobre 2018 apre al pubblico un nuovo, grande evento espositivo: la mostra "Da Magritte a Duchamp. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou".

Per la prima volta, la più importante istituzione europea dedicata all’arte del Novecento presta al nostro Paese una serie di capolavori esposti nella sua prestigiosa collezione permanente. E di cui difficilmente si priva

Quando

La mostra sarà visitabile dall'11 Ottobre 2018 al 17 Febbraio 2019 nei seguenti giorni e orari:

Lunedì-Venerdì dalle 10.00 alle 19.00

Sabato-Domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00

(La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)

Dove

Ad ospitare l'esposizione le stanze di Palazzo Blu | Palazzo d’arte e cultura in Lungarno Gambacorti 9 a Pisa

Perchè è interessante. I capolavori in mostra

Il percorso espositivo e la selezione delle circa 150 opere in mostra (capolavori pittorici, sculture, oggetti, disegni, collage, installazioni e fotografie d’autore) è frutto della curatela di Didier Ottinger - curatore di fama internazionale e tra i massimi esperti al mondo dell’opera di Magritte, Picasso e del movimento surrealista - che, per l'occasione, ha messo insieme un superbo "corpus" di capolavori che accompagnano i visitatori di Palazzo BLU a scoprire le meraviglie del Surrealismo, movimento che ha profondamente mutato l’arte del XX secolo e che ebbe il suo massimo fulgore fra il 1927 ed il 1935, con una svolta decisiva nel 1929

Protagonisti indiscussi della rassegna pisana Magritte e Dalí (ma anche Duchamp e Picasso), a cui si aggiungono diversi altri celebri artisti, per una presentazione esaustiva e completa di questa ricca stagione creativa: ad accogliere il visitatore una grande varietà di opere di primaria importanza, per la maggior parte realizzate tra il 1927 e il 1935.

Tra queste, spicca il capolavoro di Magritte intitolato "Le double secret", opera di notevoli dimensioni e tra le più iconiche del Maestro belga, scelta anche come "immagine guida" della mostra.

Sempre di Magritte anche "Le modèle rouge", opera  del 1935 rappresentante uno strano paio di scarpe-piedi che rimanda a una realtà inventata, al sogno e persino alla sfera del mostruoso

Fondamentale anche il nucleo di dipinti di Salvador Dalí, tra i quali "Dormeuse, cheval, lion invisibles" del 1930 e "L'âne pourri" del 1928, opera che appartiene alla serie dei dipinti-collage di Dalí e ha come soggetto il macabro tema della putrefazione, sul quale l’artista rifletteva insieme all’amico e poeta Federico García Lorca.

Ad arricchire l'esposizione, anche i collage di Max Ernst, le sculture di Alberto Giacometti e Man Ray, le maschere in filo di ferro di Alexandre Calder e i grandi dipinti di Picasso, Mirò e De Chirico, solo per citarne alcuni

L.H.O.O.Q la "Gioconda con i baffi"

A coronamento del percorso espositivo un prestito eccezionale, l’opera L.H.O.O.Q (1930) di Marcel Duchamp, che si presta a una varietà davvero grande di interpretazioni: si tratta nient'altro che di una cartolina stampata che riproduce la celeberrima Gioconda di Leonardo da Vinci, alla quale Duchamp non ha fatto altro che aggiungere un pizzetto e un paio di baffi. “La Gioconda è così universalmente nota e ammirata da tutti che sono stato molto tentato di utilizzarla per dare scandalo. Ho cercato di rendere quei baffi davvero artistici.” (Marcel Duchamp)


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