Rita Fenini

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Nel momento in cui Milano ospita Expo 2015 e diviene una ribalta mondiale per i temi a esso connessi, Matteo Lorenzelli ha scelto di affiancare le voci di due fra i più importanti artisti della contemporaneità, la cui fama internazionale è motivata da una ricerca lucida e coerente che origina nei primi anni Sessanta e perdura fino ad oggi e che ha portato le loro opere a essere presenti nelle collezioni permanenti dei principali musei del mondo. I due artisti si formano in contesti culturali lontani: l'Italia e il Belgio per Castellani, la Corea e il Giappone per Lee Ufan.

Seguono inoltre strade diverse e appaiono sulla scena dell'arte con uno scarto di una decina d'anni l'uno dall'altro. Tuttavia i due percorsi sono presto accomunati da affinità e corrispondenze, come testimoniano le lievi e progressive variazioni di modulazione della superficie pittorica, in una ricerca comune che fonde l'attenzione alla percezione visiva con la stimolazione creativa del pensiero. I loro dipinti sono animati da bagliori e da ombre, da ritmi e strutture (lo vediamo nella straordinaria Superficie Bianca di Enrico Castellani del 1976 di 208x285 cm o in quella del 1967 di 180x180 cm), da ostinati dialoghi tra pieno e vuoto e da vibrazioni del segno pittorico (come nelle grandi tele di Lee Ufan della serie With Winds del 1991), e si rapportano attivamente con lo spazio che le ospita e con l'osservatore.

La mostra (curata da Matteo Lorenzelli e Federico Sardella) rientra nel progetto Arte Milano che, in occasione di Expo 2015, riunisce cinque tra le più significative gallerie milanesi e due storiche Fondazioni, tutte attive a livello internazionale

Surfaces et Correspondences

fino al 16 luglio 2015

Lorenzelli Art
Milano, corso Buenos Aires, 2



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