Dopo la storica esposizione del 1951 curata da Roberto Longhi - a cui va il merito di aver che riportato il Caravaggio sotto i riflettori del pubblico e della critica internazionale - e la grande mostra del 2005 (“Caravaggio e l’Europa”), Milano torna ad omaggiare il grande artista con una mostra-evento a Palazzo Reale, che, dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018 ospiterà “Dentro Caravaggio”

Un tributo ad un Maestro che, famoso soprattutto per il suo uso personalissimo della luce e dell’ombra, per il realismo e il naturalismo dei suoi soggetti, in poco meno di quindici anni portò un profondo rinnovamento nella tecnica pittorica e sarà preso a modello da molti artisti del Seicento e anche oltre (in Italia e in tutta Europa) al punto da far nascere il termine "caravaggismo"

Dove

Ad aprire le sue stanze alla mostra sarà Palazzo Reale, in Piazza Duomo 12 a Milano

Quando

"Dentro Caravaggio" sarà aperta dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018 nei seguenti giorni e orari:

Lunedì 14.30 – 22.30
    Martedì, mercoledì e domenica 9.30 – 20.00
    Giovedì, venerdì e sabato 9.30 – 22.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Lunedì 8:30 – 14:30 (riservato scuole)

Chiusura anticipata alle 20.00 nei giorni 29 settembre, 16 e il 23 ottobre

Perché è interessante

Nonostante l’influenza del Caravaggio si sia protratta, con alterne vicende, sino all’Ottocento, alla grande fama in vita era seguito un oblio di due secoli, oblio a cui posero termine gli studi di Roberto Longhi, che riscoprì e consacrò nel '900 (e nei secoli a venire) la grandezza artistica di Michelangelo Merisi

La mostra a Palazzo Reale è destinata ad essere un’altra esposizione epocale, non solo perché presenta al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei esteri, ma perché, per la prima volta, le tele di Caravaggio sono affiancate dalle rispettive immagini radiografiche, che consentono al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera.

Curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, l'esposizione vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie, che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle sue opere giovanili grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell’arte come per il restauro.

Per la realizzazione di questo grande evento, fondamentale la coproduzione Comune di Milano-MondoMostre Skira e il Gruppo Bracco per le nuove indagini diagnostiche

Caravaggio, breve biografia

Nato a Milano il 29 settembre 1571, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio morì a Porto Ercole nel 1610, dopo una vita burrascosa finita tragicamente

La sua carriera artistica cominciò a tredici anni, quando andò a bottega dal pittore manierista Simone Peterzano, a Milano. Per molti anni non si ebbero più notizie sulla vita del giovane Caravaggio, fino al 1594, anno in cui l’artista si trasferì a Roma, dove amava frequentare le osterie dei quartieri malfamati, che spesso ritrasse nei suoi dipinti, catturando l’essenza di un’umanità reietta e poverissima.

Fu proprio una di queste opere, I Bari (1595) che gli fece guadagnare la stima di uno dei personaggi più importanti della città eterna: il cardinale del Monte, che decise di accoglierlo sotto la sua ala protettiva procurandogli importanti incarichi presso le istituzioni religiose.

Il cambiamento cruciale nella sua tecnica avviene nel 1600 quando Caravaggio viene chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: primo incarico pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un solo anno di tempo per completare l’opera e un compenso all’epoca straordinario: 400 scudi. Abituato a dipingere, all’inizio della carriera, “tre teste” al giorno per appena un grosso l’una, come ci dicono le fonti documentarie, si può comprendere come questa commessa rappresenti una svolta fondamentale per la carriera e la vita dell’artista

Costretto a fuggire da Roma nel 1606 (quando uccise in una rissa Rinuccio Tommasoni ) l’artista trovò rifugio a Napoli e poi a Malta, dove riuscì a entrare nell’ordine dei cavalieri di San Giovanni. Ci rimase per poco: in una rissa, infatti, ferì un altro membro dell’ordine di grado più elevato e per questo venne imprigionato

Lasciata Malta, braccato dai sicari del cavaliere ferito, riparò in Sicilia e poi di nuovo a Napoli in cerca di protezione. Non bastò. Gli uomini del suo nemico lo raggiunsero a palazzo Cellamare e lo ferirono al volto, lasciandolo in fin di vita.

Ferito, Caravaggio decise di intraprendere un faticoso viaggio a Roma per invocare la grazia e la clemenza del pontefice: nel corso del viaggio però le sue condizioni di salute peggiorano irrimediabilmente e l'artista morì a Porto Ercole, a soli38 anni, senza sapere che il pontefice qualche settimana prima aveva inviato a Napoli un messo con il condono papale per assolverlo dai suoi crimini.

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