Rita Fenini

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Invitato da Milovan Farronato, curatore del Padiglione Italia alla Biennale 2019, l'artista statunitense Christian Holstad presenta a Venezia un'originalissima installazione, che unisce arte e sostenibilità

L'opera, ispirata al tema della protezione dei mari dall’inquinamento dei rifiuti plastici, si intitola "Consider yourself as a guest (Cornucopia)" e sarà visibile presso l’Università Ca’ Foscari Venezia con due diverse tempistiche: dal 9 all’11 maggio 2019 sulle acque del Canal Grande e dal 12 maggio al 12 giugno 2019 presso il cortile dell’ateneo

Il significato dell'opera

Per la Biennale, Christian Holstad ha immaginato un’opera site specific, ispirata dalle continue notizie sul crescente inquinamento dei mari e degli oceani di tutto il mondo: una cornucopia, simbolo antico di fortuna e di abbondanza, prodotta interamente con rifiuti plastici, diventa così l’occasione per riflettere sull’urgenza di affrontare l’inquinamento dei nostri mari.

Il significato classico di questa immagine viene così stravolto dall’artista, acquisendo un inedito senso negativo di "eccesso": Consider yourself as a guest (Cornucopia) mira così a sensibilizzare il pubblico in modo chiaro e immediato, portando letteralmente "a galla" un problema di assoluta attualità

"Un mio vicino di casa aveva appeso alla porta un cartello con scritto ‘Considerati un ospite’. Per anni ho visto ogni giorno quella frase, che è diventata per me come un mantra inconsapevole”, racconta Christian Holstad. "La nostra dipendenza dalla plastica non è sostenibile. I suoi effetti si stanno espandendo nei nostri continenti e nelle nostre acque. Consider yourself as a guest (Cornucopia) è una riflessione sull’impatto che abbiamo sul pianeta e sul nostro ruolo di consumatori che alimentano questa crescente massa di plastica".

Il progetto, promosso da FPT Industrial, leader nel settore dei motori industriali e main sponsor del Padiglione Italia alla 58esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, rivela non solo l’attenzione del brand al mondo dell’arte, ma anche l’impegno concreto rivolto alla sostenibilità e alla tutela ambientale, soprattutto dei mari, proprio per la rilevanza che la produzione di motori marini ha per l’azienda.


Da aprile 2019, infatti, FPT Industrial è partner del progetto europeo Clean Sea Life, che promuove attività di sensibilizzazione volte alla tutela dei mari dall’inquinamento dei rifiuti.

Perchè Ca'Foscari

La presentazione dell’opera negli spazi dell’Università Ca’ Foscari Venezia conferma ancora una volta la vocazione etica del progetto: l’Università infatti, già dal 2010, attraverso il programma Ca’ Foscari Sostenibile si impegna ogni anno ad incoraggiare azioni e comportamenti che riducano l’impatto dell’ Università sull’ambiente e sulle risorse naturali e a promuovere il benessere della comunità, l’equità sociale e lo sviluppo economico.

Christian Holstad, breve bio

Nato nel 1972 a Anaheim, in California, Christian Holstad vive e lavora a New York.

Caratterizzato più da un atteggiamento unico che da un metodo particolare, il lavoro di Holstad racchiude idee riguardo il mondo contemporaneo: classi sociali, cultura, sessualità e società diventano il soggetto delle sue opere.

Le sue mostre personali includono: New Positions, Andrew Kreps Gallery, New York (2017); Christian Holstad, red, yellow, lime, pink, lavender, green, scarlet, lavender, scarlet, green, lavender, The Magazine Sessions 2016, Serpentine Gallery, Londra (2016); Toothpick, Massimo De Carlo, Milano (2016); The Book of Hours, Andrew Kreps Gallery, New York (2013); The World's Gone Beautiful, Daniel Reich Gallery, New York (2009-10); Christian Holstad. I Confess, Galleria Civica of Modena, Modena (2009); Gaity: Discovering the Lost Art (in Absentia), curata da Beatrix Ruf, Kunsthalle Zürich (2004) e Innocent Killers, Project Room, MoMA PS1, New York (2004). Le sue mostre collettive includono: SI Onsite, Swiss Institute, New York (2018); Hangzhou Triennial of Fiber Art, Hangzhou (2013); Paper, Saatchi Gallery, Londra (2013); Aquatopia, Nottingham Contemporary, Nottingham (2013); Graphite, Indianapolis Museum of Art, Indianapolis (2013); The Air We Breathe, San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco (2011); Coming After, The Power Plant, Toronto (2011); Compilation IV, Kunsthalle, Dusseldorf (2009); Compass in Hand: Selections from the Judith Rothschild Collection, Museum of Modern Art, New York (2009); Unmonumental (Inaugural Exhibition), New Museum, New York (2007). Il suo lavoro, inoltre, è stato esposto nel 2007 nell’ambito della Biennale de Lyon e nel 2004 all’interno della Whitney Biennial a New York

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