Rita Fenini

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È Treviso la città scelta dal "Musée Rodin" di Parigi per accogliere la mostra conclusiva delle celebrazioni per il primo centenario della scomparsa di Auguste Rodin (Parigi, 12 novembre 1840 – Meudon, 17 novembre 1917), completando così il programma di grandi esposizioni che quest’anno ha già coinvolto, tra gli altri, il Grand Palais a Parigi e il Metropolitan a New York.

Le date

"Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet" sarà aperta al pubblico dal 24 Febbraio al 3 Giugno 2018 nei seguenti giorni e orari:

da lunedì a giovedì: 9.00 – 18
.00

da venerdì a domenica: 9.00 – 19.00

APERTURE STRAORDINARIE


29 marzo, 2, 3, 23, 24, 25, 26 e 30 aprile: 9.00 – 19
.00

1 maggio: 9.00 -19
.00

la vendita dei biglietti viene sospesa un`ora prima dell`orario di chiusura

Dove

Ad ospitare la mostra, il Museo Santa Caterina in Piazzetta M. Botter, 1 a Treviso

Perchè è interessante

Curata da Marco Goldin, che per quest'ampia rassegna ha selezionato 50 sculture e 25 opere su carta, a essere rappresentate al Santa Caterina sono tutte le tappe del percorso artistico dello scultore, percorso che mette in evidenza il suo fortissimo interesse per Michelangelo e per la scultura rinascimentale italiana. Così come la capacità di Rodin di trasformare la materia, rendendo morbido, sensuale e vibrante il marmo (non meno che il gesso), prima delle fusioni in bronzo.

Presente in mostra anche una grande e famosa tela di Edvard Munch del 1907, che ritrae la statua del "Pensatore nel giardino del dottor Linde (importante collezionista sia di Rodin che di Munch) a Lubecca" e un suggestivo quadro di Monet, "Reti da pesca a Pourville", del 1882, presente nella celeberrima mostra Monet/Rodin che si svolse a Parigi nell’estate del 1889 nella galleria di Georges Petit. Esposizione che vide presenti anche tre delle sculture di Rodin comprese nel percorso trevigiano

Rodin, Arturo Martini e Gino Rossi

Nel progetto che Marco Goldin ha messo a punto per questo importantissimo evento, rientra a pieno titolo anche il confronto fra Rodin e Arturo Martini -
il gigante della scultura italiana (e non solo) del Novecento, artista che guardò con interesse anche al grande maestro d’oltralpe - che coinvolge il rinnovato Museo “Luigi Bailo”.

Al patrimonio del Bailo appartengono infatti oltre cento opere di Martini: molte sculture, ceramiche e incisioni. Un corpus unico, per importanza e varietà. Ai visitatori della mostra di Rodin viene dunque suggerito, anche grazie alla possibilità di godere di un biglietto ridotto per il Bailo, di ammirare, dopo il francese, il grande maestro di casa.

Per catalizzare ulteriormente l’interesse dei visitatori ad aggiungere il Bailo al loro itinerario trevigiano, Goldin ha voluto proporvi anche una densa mostra monografica sull’altro grande artista trevigiano del Novecento europeo, Gino Rossi. Al nucleo di dieci opere dell’artista, patrimonio della Museo trevigiano, Goldin ha affiancato altre otto opere, a completare una “restituzione” di Rossi alla sua Treviso. Una retrospettiva su di lui mancava, in città, addirittura dal lontano 1974.

Auguste Rodin, vita e opere

Nato a Parigi nel 1840, nella capitale francese Rodin frequentò i corsi di disegno della Petite École (1854-57) per poi proseguire gli studi presso l'École de la manifacture des Gobelins (1857-59) e con lo scultore Antoine-Louis Barye presso il Musée d'histoire naturelle dove, in quegli anni, lavorò saltuariamente.

Ripetutamente respinto agli esami di ammissione all'École supérieure des beaux-arts, dopo una prima esperienza come ornatista, nel 1864 presentò, senza successo, al Salon parigino "l'Uomo dal naso rotto"; nello stesso anno, entrò come sbozzatore nello studio di A.-E. Carrier-Belleuse, con il quale avrebbe a lungo collaborato, prima a Parigi (1864-71) e poi a Bruxelles (1871-77).

Concluso un viaggio in Italia (1875-76), nel 1877 presentò al Salon di Parigi l'"Età del Bronzo", opera d'ispirazione classica ma di straordinario realismo che, creduta un calco dal vivo, suscitò vivaci polemiche; due anni più tardi, il "S. Giovanni Battista", eseguito con grande libertà formale, in uno stile ancora più realistico e vibrante, gli valse una menzione d'onore al Salon.

Raggiunto un certo successo di critica e di pubblico, nel 1880 Rodin ottenne la prima importante commissione: il portale in bronzo per il "Musée des arts décoratifs": per quest'opera, lungamente elaborata e mai compiuta, l'artista concepì, ispirandosi al soggetto dantesco, la "Porta dell'Inferno" e modellò, durante l'intero arco della sua vita, un gran numero di piccoli marmi e bronzetti che furono alla base delle sue più celebri sculture (Il bacio, Adamo, Le tre ombre, Eva, Il dolore, Il pensatore, L'addio, Il sogno, ecc.).

Autore di numerosi busti e ritratti, così come di opere monumentali, vasta e intensamente espressiva fu anche la sua opera di disegnatore.

Gran parte delle opere di Rodin, in marmo e in bronzo (oltre a numerosi gessi), sono raccolte nelle sue residenze di Parigi (Hôtel Biron) e di Meudon (Villa dei Brillanti, dove  morì nel 1917 e dove si trova anche la sua tomba), donate dall'artista alla Francia e trasformate in musei

Esemplari e repliche sono conservati anche nei principali musei europei, americani e giapponesi.


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