Rita Fenini

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Primo di una serie di eventi finalizzati a collaudare le potenzialità della nuova struttura dell’Università della Svizzera italiana, progettata da Mario Botta e ideata al fine di favorire il dibattito culturale nell’ambito dell’architettura e delle arti visive, la manifestazione (curata da Gabriele Neri) in programma a Mendrisio - sino al 31 maggio 2018 - propone una serie di installazioni interattive, concepite e costruite dagli studenti dell'architetto Riccardo Blumer

Quando

"Atelier Blumer. Sette Architetture Automatiche e altri esercizi" apre al pubblico dal 9 marzo al 31 maggio 2018 nei seguenti giorni e orari:

Dal martedì al venerdì, 15.00-19.00
Sabato, 10.00-13.00
Chiuso domenica e lunedì

Dove

Ad ospitare l'evento, il Teatro dell’Architettura in via Alfonso Turconi 25 a Mendrisio (CH)

Perchè è interessante

Le Sette Architetture Automatiche hanno origine dall’interesse per il concetto di macchina capace di muoversi in modo autonomo, secondo le più sofisticate applicazioni della robotica: trattasi di installazioni interattive, con le quali il corpo del visitatore può interagire e da cui emerge una meditazione sui temi primari dell’architettura attraverso il loro confronto con tecnologie più o meno sofisticate.

Il tutto è collegato dal sottofondo musicale prodotto da pistoni, motori, pulegge, compressori e sensori a fotoni, che diventa la colonna sonora di un’opera collettiva capace di mostrare prospettive spiazzanti e indefinibili per riflettere sul ruolo dell’architettura in un mondo che per la maggior parte non è lineare, ma fatto di interferenze.

Riccardo Blumer, cenni biografici e pensiero

Nato a Bergamo nel 1959, Riccardo Blumer si laurea al Politecnico di Milano.

Si dedica a progetti per edifici, case e arredamenti di interni e partecipa a concorsi in Francia e Svizzera.

Nel 1996 produce per Alias la seduta "laleggera", che nel 1998 vince il Compasso d’Oro ADI.

Dal 2003 è docente presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio e dal 2006 presso l’Università degli Studi di S. Marino e l’ISAID di Vicenza.

Assieme a Matteo Borghi firma per Alias la panchina ghisa (2008) e lo sgabello dinamica (2010). Vive e lavora a Varese

Secondo il metodo Blumer, i principi fondamentali dell’architettura, della geometria e dello spazio, con tutte le implicazioni tecniche relative, vengono appresi riflettendo innanzitutto sul ruolo del corpo umano, enfatizzandone il ruolo poietico (il corpo che costruisce e produce oggetti), la sua potenzialità scenica (il corpo come dispositivo spaziale in movimento) e il suo essere unità di misura del mondo.

A ciò si aggiunge il concetto di interferenza: giocando sul significato più popolare del termine – interferenza come fastidiosa interruzione di una trasmissione radio, ad esempio – Blumer cita in realtà il concetto scientifico offerto dalla fisica, secondo cui da una sovrapposizione di fenomeni nasce un rafforzamento reciproco di ognuno di essi.


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