"L'arte è un romanzo", in mostra: quando le parole diventano immagini

Durante il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, un'esposizione indaga sul controverso rapporto tra narrazione scritta e illustrazione

"El Asno" di Pilar Albarracìn (2010)

Laura Barsottini

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Parole e immagini. E il legame che le unisce, in un eterno, discusso e (forse) mai risolto rapporto di complementarità e, allo stesso tempo, prevaricazione. È l’argomento della mostra L’arte è un romanzo. La straordinaria storia delle parole che diventano immagini , curata da Luca Beatrice, che si inaugura a Palazzo della Penna, Perugia, il 24 aprile (fino al 1° settembre), lo stesso giorno di apertura della settima edizione del Festival Internazionale del giornalismo.

La cornice è davvero perfetta dato che la kermesse, che si articola su cinque giorni, indaga i vari aspetti dell’informazione e della comunicazione, in un momento quanto mai difficile e variegato, con keynote, speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre per un programma ricco di nomi e di spunti.

La mostra L’arte è un romanzo presenta più di sessanta opere di artisti italiani e stranieri che spaziano all’interno dei generi letterari dal ‘900 fino ai giorni nostri, caratterizzate da linguaggi espressivi eterogenei (dalla pittura alla fotografia, dall'installazione alla scultura, dall'illustrazione al design, dal cinema alla musica) e scelte direttamente dal pubblico, che ha votato attraverso i social network e il sito del Circolo dei Lettori di Perugia.

L’allestimento guida attraverso vari spazi-argomento: si parte dalle diverse interpretazioni dell’idea di libro con focus su alcuni scrittori simbolo (Primo Levi, Pier Paolo Pasolini) per continuare con la fantascienza (Carte Noire di Giulio Paolini e le copertine di Urania di Karel Thole) e il libro di viaggio (Hugo Pratt). Un’esauriente sezione è poi dedicata al romanzo d’amore e sesso (Dino Buzzati e i disegni di Valentina di Guido Crepax) e alle pubblicazioni per bambini di Bruno Munari. Il percorso si conclude con una parte dedicata al libro inteso come oggetto e alle lettere alfabetiche interpretate come decorazioni artistiche.

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