Art Basel, le gallerie italiane alla prova di Miami

Saranno in 11. E si aspettano buoni affari grazie a giovani come Favaretto e Puppi

di Stefano Piovano

Il prossimo 6 dicembre a Miami, in Florida, aprirà l’appuntamento statunitense di Art Basel , leader mondiale delle fiere d’arte contemporanea. Ma il giorno precedente i pezzi migliori saranno già stati tutti venduti e, stando a quello che si aspettano i galleristi italiani, a comprare saranno stati soprattutto i collezionisti sudamericani, brasiliani in testa. Perché hanno capitali, certo, ma anche perché in Brasile le tasse di importazione possono arrivare fino al 40 per cento, quindi acquistare all’estero per loro è via quasi obbligata. Poi, passata la preview, per i galleristi si tratterà soprattutto di lavorare sulla rete delle relazioni, che va estesa il più possibile e nella giusta direzione.

A Miami le gallerie vanno soprattutto per cercare sbocchi sul mercato sudamericano, ovvero quello dove si trovano gli investitori che, insieme a russi e statunitensi, da qualche tempo stanno tenendo alta la richiesta locale di immobili, a suon di milioni: sono 100 quelli che servono per comprare Casa Casuarina, la villa che fu di Gianni Versace, e sono in molti a credere che non rimarrà sul mercato ancora per molto. Nella capitale della Florida il clima è buono in questa stagione.

Se gli italiani soffrono una congiuntura interna sfavorevole, non per questo cedono le armi. Delle 257 gallerie selezionate (quest’anno le richieste sono state ben 680), 11 sono le italiane, a fronte di 34 gallerie tedesche, 19 inglesi, 18 francesi, 14 brasiliane, 10 svizzere, nove spagnole, ma solo tre cinesi, due russe e una indiana. Il che, in termini di rapporto fra numero di gallerie e popolazione, ci pone molto dietro a una superpotenza del settore come la Svizzera, ma ancora ampiamente davanti ai paesi Bric. Quindi, c’è ragione di essere ottimisti riguardo agli artisti italiani.

Tra gli under 45 made in Italy più interessanti ci sono senz’altro Diego Perrone, Daniele Puppi, Loris Cecchini e soprattutto Lara Favaretto, che dopo la partecipazione a Documenta13 e la personale al Ps1 di New York sarà proposta da due gallerie (Noero e Klosterfelde). Puppi a Miami ha fatto il pieno lo scorso anno, vendendo tre lavori. Perrone conta su due gallerie di primissimo piano, come Massimo De Carlo e Casey Kaplan, mentre Loris Cecchini, oltre a essere in fiera con la Galleria Continua, avrà nello stesso periodo la sua prima personale statunitense, da Diana Lowenstein.

Fra gli stranieri, invece, i nomi che suggeriamo di tenere d’occhio ad Art Basel sono quelli di Alex Israel, Julieta Aranda, Oscar Tuazon, Amalia Pica, N. Dash e Nina Canell.

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