Arriva l’algoritmo che analizza e cataloga l’arte

Il programma nato alla Rutgers University valuta migliaia di variabili e, a quanto pare, non sbaglia

Arte

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Stefania Medetti

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E’ possibile per un computer definire la creatività? Secondo due ricercatori della Rutgers University, sì. Ahmed Elgammal e Babak Saleh, racconta Slate, hanno creato un algoritmo che usa la “visione” delle macchine, la loro capacità di apprendimento e di gestione di una vasta massa di dati per analizzare migliaia di dipinti e determinare quali siano i più creativi e innovativi.

Per quanto queste variabili possano sembrare soggettive, i computer hanno la capacità di “catalogarle” in un modo più coerente di quanto facciano le persone. Elgammal e Saleh, dunque, hanno usato un sistema di classificazione che “rompe” gli oggetti e le scene in categorie chiamate “classemi”, una definizione presa in prestito dalla semiotica che indica semi generici o contestuali che denotano un gruppo di oggetti. Questi gruppi possono essere semplici, come forme e colori o più complicati, come un’immagine tipo la Torre Eiffel, tipo una figura che scappa. L’algoritmo è in grado di analizzare un dipinto per 2.559 categorie. I ricercatori hanno poi applicato l’analisi a database di dipinti come la collezione Wikiart che conta ben 62mila soggetti che offrono molti spunti di apprendimento per l’algoritmo. Perché quest'ultimo, mentre analizza i dipinti, forma collegamenti fra di essi, basati su quando sono stati realizzati e sui diversi elementi – i classemi di cui sopra - presenti.

A questo modo, l’algoritmo è in grado di trarre conclusioni sulla creatività e l’innovazione. Quando un quadro appare per la prima volta o in un modo innovativo, questo fatto è interpretato come originalità. Il Mit Technology Review evidenzia che questo approccio usa la teoria del network in un modo analogo in cui gli algoritmi sono in grado di tracciare la popolarità delle persone nei social network, attraverso l’analisi delle fonti di traffico. “In molti casi, l’algoritmo è in grado di evidenziare lavori che gli storici dell’arte stessi hanno considerato innovativi e influenti”. Il problema di questo tipo di analisi è definire termini come “creatività”, in modo tale che l’algoritmo possa produrre risultati significativi. I ricercatori sono convinti che il loro metodo possa, in futuro, essere applicato anche ad altre forme di espressione artistica come la letteratura o la musica.

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