Rita Fenini

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Grazie anche alla natura intrinsecamente figurativa dei versi ariosteschi, l’"Orlando furioso" ha goduto, nei secoli, di una vasta fortuna visiva: una vicenda che non si è ancora esaurita e che questa mostra - curata da Marina Cogotti, Vincenzo Farinella e Monica Preti - intende ricostruire, analizzando in dettaglio una serie di episodi significativi, partendo dagli inizi del Cinquecento e giungendo fino al Novecento. 

Le opere in esposizione a Tivoli, a Villa d’Este, attingendo alle più varie tipologie e tecniche artistiche (dipinti, sculture, arazzi, ceramiche, disegni, incisioni, medaglie, libri illustrati...), intendono costruire un’esposizione rigorosa, nel suo costante rapporto con i temi del poema ariostesco, ma al tempo stesso capace di suggestionare emotivamente il visitatore. Il percorso si apre al piano nobile della villa, negli appartamenti del cardinale Ippolito II d'Este  e segue, in un itinerario cronologico, alcune vicende della fortuna visiva del poema: dopo una premessa dedicata al volto e al mito del poeta (dove i ritratti cinquecenteschi dell’Ariosto dialogano con le rievocazioni ottocentesche di alcuni episodi, reali o fantastici, della sua vita), una sezione è dedicata alla storia figurativa del Furioso nel Cinquecento.

I voli dell’Ariosto. L’Orlando furioso e le arti
15 giugno - 30 ottobre 2016
Tivoli, Villa d’Este

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