Rita Fenini

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"Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna" "Canova. I volti ideali" "Canova. Eterna bellezza"

Tre mostre, due a Milano e una a Roma, per celebrare - da ottobre 2019 a marzo 2020 - un unico artista, Antonio Canova, maestro indiscusso e insuperato del neoclassicismo, imitato da molti e ispiratore del Foscolo, che gli dedica le sue "Grazie" proprio mentre Canova sta lavorando al gruppo marmoreo "Le tre Grazie", una delle sue opere più note

Nativo di Possagno (Treviso), un apprendistato a Venezia, frequenti viaggi e gran parte della vita trascorsa a Roma, Canova godette sempre di prestigiosi committenti - dagli Asburgo ai Borbone, dalla corte pontificia a Napoleone, passando per la nobiltà veneta, romana e russa - per i quali realizzò opere di stupefacente bellezza, che gli valsero l'appellativo di "Novello Fidia"

Intimamente vicino alle teorie di Winckelmann, nonostante la critica moderna abbia avuto spesso opinioni contrastanti sulla sua arte (nel secolo scorso, per esempio, lo storico dell'arte Ludovico Ragghianti diceva di preferire alle sue statue, troppo perfette, i bozzetti, gli schizzi e i disegni, dove meglio si apprezzava la vena spontanea dell’artista), il Canova resta "La Figura" cardine del neoclassicismo, un altro "genio italico" che il mondo ci invidia.

Le mostre milanesi: "Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna" e "Canova. I volti ideali"

"Canova/Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna"

Dislocata negli spazi delle Gallerie d'Italia, la mostra propone un originale confronto tra Antonio Canova e lo scultore danese Bertel Thorvaldsen: attraverso oltre 150 opere, divise in diciassette sezioni, l'esposizione intende documentare la straordinaria complessità delle creazioni dei due artisti - destinate ad un collezionismo di alto profilo - e l’enorme seguito della loro scultura

Fulcro del percorso espositivo il Grande salone centrale, con la sezione "Le Grazie e la danza", che vede per la prima volta a confronto i due gruppi marmorei de "Le Grazie", opere nelle quali Canova e Thorvaldsen hanno espresso al meglio il proprio ideale di bellezza. Al concetto di grazia come movimento, varietà e sentimento del gruppo di Canova (proveniente dall’Ermitage di San Pietroburo), Thorvaldsen risponde ribadendo il suo ideale austero di casta semplicità con "Le Grazie con Cupido", provenienti dal Thorvaldsens Museum. Queste due opere sono circondate da una coreografia di quattro figure in cui Canova, Thorvaldsen e un loro seguace, Gaetano Matteo Monti, hanno rappresentato il motivo della danza, grande novità perché tema mai affrontato prima in scultura

Da segnalare anche, a conclusione della mostra, la splendida serie di 13 bassorilievi in gesso di Canova - permanentemente esposti alle Gallerie d’Italia e appartenenti alla collezione dell’Ottocento della Fondazione Cariplo - che immortalano scene mitiche e rappresentazioni di alcuni precetti della filosofia socratica.

Informazioni tecniche:dove e quando

A cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca


Milano, Gallerie d’Italia – Piazza Scala


24 ottobre 2019 – 15 marzo 2020

Orari:

dalle 09.30 alle 19.30 (giovedì chiusura alle ore 22:30)
Chiuso lunedì

"Canova. I volti ideali"

Negli ultimi dodici anni di attività, quando è lo scultore più famoso e più richiesto d’Europa, Antonio Canova si dedica a una serie di effigi femminili di personaggi ideali, filone che ha immediata fortuna tra i contemporanei, sia tra la committenza che tra la critica dell’epoca.

A queste figure, che lo stesso Canova chiamò “teste ideali”, è dedicata la mostra al GAM: 37 le opere esposte, di cui 24 di Canova. Tra queste, 5 sculture mai mostrate in Italia prima d’ora, come l’ "Erma di Corinna" e la "Musa" del 1817.

A dialogare con le effigi canoviane, preziosi confronti con opere che vanno dall’antichità ai nostri giorni, modelli da cui lo scultore prese spunto e preziosi indicatori del valore universale della sua arte. Tra questi, le sculture antiche della collezione Farnese (viste da Canova a Napoli), gli affreschi del Quattrocento toscano, le opere realizzate da scultori ottocenteschi di "impronta canoviana" (Raffaele Monti o Pompeo Marchesi) ma anche l’arte del Novecento e la scultura di Adolfo Wildt e Giulio Paolini. 

Informazoni tecniche: dove e quando

 GAM Galleria d’Arte Moderna, Milano

A cura di Omar Cucciniello e Paola Zatti,

25 ottobre 2019- 15 marzo 2020

Orari:

Martedì - domenica dalle 09.00 alle 19.30
(ultimo accesso un'ora prima dell'orario di chiusura)
Chiuso lunedì

La mostra romana: "Canova. Eterna bellezza"

Ua vera mostra evento, dedicata a Canova e al suo legame con la città di Roma che, fra Sette e Ottocento, diventò la fucina del suo genio e inesauribile fonte di ispirazione

In uno scenario di grande impatto visivo, con ricercate soluzioni illuminotecniche, le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi accolgono ben 170 opere di Canova (e di alcuni artisti suoi contemporanei), prestigiosi prestiti provenienti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere, divise in 13 sezioni: gessi, disegni preparatori originali, alcuni marmi e nell’ultima sala della mostra, uno dei lavori più straordinari di Canova, la "Danzatrice con le mani sui fianchi"(proveniente dall'Hermitage di San Pietroburgo), statua che gira sulla sua base - come  Canova desiderava - in un ambiente rivestito di specchi

Una sorta di "mostra nella mostra" le 30 fotografie di Mimmo Jodice che ritraggono i marmi di Antonio Canova e che regalano al pubblico la possibilità di ammirare le opere dello scultore attraverso lo sguardo di uno dei più grandi maestri della fotografia

A completare l'esposizione, anche una riproduzione della più famosa scultura di Canova, "Amore e Psiche giacenti", ricostruita da un robot a partire da una scansione 3d del gesso preparatorio della scultura oggi esposta al Louvre di Parigi (il robot ha scolpito incessantemente per 270 ore un blocco di marmo bianco di Carrara di 10 tonnellate).

Informazioni tecniche:dove e quando

A cura di Giuseppe Pavanello

Museo di Roma – Palazzo Braschi

9 ottobre 2019 - 15 marzo 2020

Orari:

Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)



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