Simona Santoni

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Un'allegria giocosa e sorprendente di colori vivaci, mosaici di azulejo, curve inaspettate, colonne e arcate irregolari laddove meno te le aspetti. I palazzi e le opere progettati da Antoni Gaudí entusiasmano e avvicinano all'architettura anche chi non sa distinguere un architrave da un capitello. Sono una meraviglia spumeggiante e fascinosa.

Massimo esponente del modernismo catalano, Gaudí ha riempito Barcellona di capolavori (tant'è che sette di questi sono stati nominati patrimoni dell'umanità dell'Unesco). Casa Batlló delizia il civico 43 del Passeig de Gràcia: un luna park di maioliche luminescenti, vetri istoriati, linee sinuose, sculture in pietra arenaria di aspetto zoomorfo, terrazzi che sembrano maschere veneziane, comignoli fiabeschi e un tetto che ricorda la schiena di un drago. 

La Sagrada Família, maestosa incompiuta, è l'estro e l'ambizione fatti basilica: Gaudí subentrò come progettista nel 1883 e dal 1914 si dedicò esclusivamente alla sua realizzazione, tanto da vivere in una stanzetta nel cantiere. Il Parco Güell, costruito tra il 1900 e il 1914, è l'espressione naturalista di Gaudí, che si è lasciato ispirare dalle forme della natura per un'esplosione rigogliosa e straripante di libertà e immaginazione creative. 

Nato il 25 giugno 1852 a Reus, Catalogna, Antoni Gaudí moriva il 10 giugno 1926 a causa di un incidente che ha dell'incredibile: fu investito da un tram - il primo che circolava a Barcellona - e il suo aspetto fu reso così deforme da esser scambiato per un vagabondo e portato a un ospizio per mendicanti. Solo l'indomani fu riconosciuto dal cappellano della Sagrada Família. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone.

A 90 anni dalla sua morte, ricordiamo "l'architetto di Dio" con le immagini di alcune sue spettacolari opere.

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