Rita Fenini

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Dedicata al più grande pittore siciliano del Quattrocento, colui che ha rivoluzionato l’arte del ritratto arricchendola di vitalità e profondità psicologica, la mostra milanese è da considerarsi come uno degli eventi culturali più rilevanti del 2019, sia in Italia che all'estero.

Un' occasione davvero unica e speciale per entrare nel mondo di un artista superbo e inconfondibile, primo nell'aver saputo fondere la luce, l'atmosfera e l'attenzione al dettaglio della pittura fiamminga con la monumentalità e la spazialità razionale della scuola italiana: Giorgio Vasari, nelle sue celeberrime "Vite", lo racconta come colui che carpì il segreto della pittura a olio a Jan van Eyck e da Bruges lo portò nel Mediterraneo 

Quando

La mostra apre al pubblico dal 21 febbraio al 2 giugno 2019 nei seguenti giorni e orari:

Lunedì 14.30 – 19.30 (dalle 9.00 alle 14.30 riservato alle scuole)

Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30

Giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Giorni e orari di apertura straordinari:
Lunedì 22 aprile 9.30 – 22.30
Mercoledì 1 maggio 9.30 – 19.30

Dove

Ad ospitare "Antonello da Messina", le stanze di Palazzo Reale di Milano, in Piazza Duomo 12

Perchè è interessante

Come ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, "Questa mostra storica, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con molte diverse istituzioni, italiane e internazionali, vede riuniti per la prima volta a Milano ben diciannove opere di Antonello da Messina, proponendo al pubblico il racconto affascinante di un artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto intatto sino a noi"

E 19 opere sono davvero tantissime, visto che la sua autografia ne conta solo 35: di Antonello da Messina infatti, come è accaduto per altri immensi artisti, restano purtroppo poche straordinarie opere, scampate a tragici avvenimenti naturali e all’incuria e all'ignoranzadegli uomini.

Ciò che del grande Maestro siciliano è arrivato sino a noi, è "sparso" in musei nazionali ed internazionali: molti capolavori hanno subito pesanti restauri (che ne hanno alterato per sempre la stesura originaria), mentre altri sono rimasti miracolosamente intatti

E' questo il caso dell' "Annunciata"(1475 circa), "guest star" della mostra a Palazzo Reale ed autentica icona e sintesi massima dell’arte di Antonello: con lo sguardo e il gesto della Vergine rivolti ad un'invisibile presenza misteriosa, questa tela è uno dei più alti capolavori del Quattrocento italiano, in grado di sollecitare in ogni spettatore emozioni e sentimenti

Ad arricchire l'esposizione milanese, anche le eleganti figure di Sant’Agostino, San Girolamo e San Gregorio Magno (forse appartenenti al Polittico dei Dottori della Chiesa), tutti provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo; il celebre Ritratto d’uomo dall’enigmatico sorriso (proveniente dalla Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù), utilizzato originariamente come sportello di un mobiletto da farmacia, oggetto di vari restauri e conosciuto nella tradizione locale come “ignoto marinaio”; il San Girolamo nello studio, in cui si armonizzano ispirazioni classiche e dettagli fiamminghi, solitamente custodito alla National Gallery di Londra.

E ancora, direttamente dagli Uffizi, impossibile non citare l’importantissimo trittico con la Madonna con Bambino, il San Giovanni Battista - acquistati nel 1996 dal Ministero dei Beni Culturali - e il San Benedetto di straordinaria qualità pittorica

Infine, a chiudere la parte relativa al grande Maestro, la dolcissima Madonna con il Bambino (custodita all’Accademia Carrara di Bergamo), opera del figlio di Antonello, Jacobello, che faceva parte della bottega del padre e si fece carico di completare quanto la morte aveva impedito di terminare

Presenti in mostra anche 19 disegni (di cui 7 taccuini e 12 fogli) dello storico dell'arte Giovan Battista Cavalcaselle, che nella seconda metà dell' 800 redasse il primo catalogo dedicato ad Antonello da Messina, ricco di preziosi schizzi ed appunti

Curatela

Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, l'esposizione è frutto della collaborazione fra la Regione Sicilia e il Comune di Milano-Cultura, con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira. Di Skira anche il prestigioso catalogo della mostra



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