Amazon, quante censure al libro della Clinton

Credendo di trovarsi davanti a un attacco premeditato, ha cancellato 900 critiche online rischiando di limitare la libertà d'espressione

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Hillary Clinton - 28 luglio 2017 – Credits: Mida/Ansa/EPA/Andrew Gombert

Alessandro Turci

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L’ultimo tweet di Donald Trump, nel quale il presidente abbatte l’ex rivale con un colpo da golf, è probabilmente la risposta, consona allo stile dell’uomo, al recente libro di memorie di Hillary Clinton. Titolo chiaro: “What Happened” (Che cosa è accaduto), e uscita immediatamente densa di polemiche.

Una delle principali riguarda Amazon. Ecco cosa è successo: il libro è apparso disponibile in Amazon il 12 settembre, poche ore dopo contava già oltre 1.600 recensioni, tutte molto polarizzate e in ogni caso troppe davvero, se si pensa alle 500 pagine che compongono il volume.

Il dato inverosimile ha portato Amazon a rimuovere almeno 900 commenti negativi al libro, aprendo di fatto ad alcuni grandi interrogativi. Negli USA, patria della libertà d’espressione, qualsiasi censura è vista come un’arroganza del potere contro la libera espressione dell’individuo. È questo uno dei pochissimi punti sui quali i liberal e i neo-conservatori vanno per una volta d’accordo.

Ma nell’America dell’era Trump, dove appunto il Presidente fa un uso spregiudicato dei social e specialmente di Twitter (ma il nuovo capo della staff, il generale dei Marines John Kelly, non doveva vagliare i tweet di POTUS prima della loro pubblicazione?) evidentemente qualcuno ad Amazon ha pensato che un limite esiste.

E tuttavia, perché questo soccorso in favore di Hillary Clinton, non proprio un soggetto “debole” (due volte first lady, senatrice, Segretario di Stato, ecc.), quando in tema di cyber bullismo il web è pieno di attacchi proditori e pregiudiziali?

Nel caso del libro di Hillary Clinton ad Amazon gli esperti di Jeff Bezos (ricordiamo, editore del Washington Post) sono quasi certi di trovarsi di fronte ad un attacco premeditato per screditare il volume. Insomma: è come se i supporter di Trump avessero trovato nelle “fake reviews” (le false recensioni) un antidoto alle “fake news” delle quali si credono costanti vittime.

Alcuni utenti di Amazon, mentre scriviamo risultano circa mille recensioni, lamentano di aver letto il libro e di aver scritto una recensione negativa sì, ma nel merito, e non come pregiudizio, e tuttavia Amazon l’ha cancellata ugualmente.

In diplomazia politica, si sa, l’eccesso di zelo è una colpa grave e può portare a serie crisi bilaterali. Certo se Amazon andasse oltre, nel tentativo di tutelare la fatica letteraria di Hillary dagli attacchi dei cosiddetti “troll” (i disturbatori ad arte che popolano il web), ci troveremmo di fronte ad un mastodontico problema di libertà d’espressione.

Per una testata come il Washington Post, che ormai riporta sempre in prima pagina il proprio motto “Democracy dies in darkness” (la democrazia muore nell’oscurità) sarebbe davvero una contraddizione in termini da non sottovalutare.

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