Rita Fenini

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Fra le prime avanguardie artistiche del Novecento, l’espressionismo tedesco non solo rivoluzionò i canoni ereditati dalle esperienze pittoriche tardo-ottocentesche, ma pose anche le basi per lo sviluppo di uno dei più importanti filoni della ricerca artistica del XX secolo, destinato a influenzare una parte significativa delle sperimentazioni moderne

Curata da Tayfun Belgin e Lorenzo Giustila, la mostra al MAN di Nuoro propone una riscoperta dei movimenti dell’ espressionismo tedesco attraverso una selezione di oltre cento opere provenienti dalla collezione dall’ Osthaus Museum di Hagen, dedicato al grande collezionista Karl Ernst Osthaus, uno dei padri sostenitori dell’avanguardia artistica e architettonica europea. In particolare, l' esposizione pone l’ accento su due aspetti fondamentali, che legano tra loro le ricerche artistiche delle diverse correnti dell’espressionismo: la volontà di sviluppare una nuova forma di espressione soggettiva, libera da condizionamenti letterari, simbolici o tematici, e la ricerca di valori primordiali, da ritrovare sia nella vita delle città, sia – e soprattutto – nel contesto naturale

Autori come Ernst Ludwig Kirchner, Otto Mueller ed Emil Nolde indagarono l’espressione dei corpi umani, guardando sia ai lavoratori delle province tedesche sia ai nativi delle colonie, muovendo una decisa critica alla politica e alla massificazione. Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff si dedicarono al tema del paesaggio, mentre il tema della spiritualità innerva l’opera di Franz Marc e Alexej von Jawlensky – fra gli esponenti di punta del Cavaliere azzurro insieme a Wassily Kandinsky.

Soggettivo - Primordiale
21 ottobre 2016 – 5 febbraio  2017

Museo MAN
via S. Satta 27- Nuoro -

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