Michela Vecchia

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A me piace Settembre, è il titolo di uno spettacolo intenso, un monologo scritto e diretto da Lorenzo Garozzo e interpretato da Alessia Vicardi. Una pièce intima, il racconto di un ricordo lontano di una gita scolastica e la perdita della verginità, ricordo che ne cela uno più profondo, sepolto nell’inconscio e che pian piano riaffiora per irrompere nel presente. 

A me piace settembre andrà in scena il 10 febbraio al Teatro Binario Sette di Monza, all’interno della rassegna I Venerdì del Binario. Ne abbiamo parlato con Lorenzo ed Alessia.

Lorenzo, da dove nasce l’idea di questo spettacolo?
Nasce da un percorso di continua ricerca, di ascolto, dalla voglia di provare a scrivere un monologo per una donna. Un’opportunità di allontanarsi dal noto per indagare l’universo femminile. Ascoltare, porsi delle domande, raccontare delle storie, farlo in modo accurato e attento. Così attento che più volte mi è stato chiesto se non fosse stata Alessia a scrivere il testo.

Alessia, che sensazioni ti ha dato la prima lettura del testo?
L’incontro con Lorenzo è stato abbastanza casuale, pur vivendo nella stessa città non avevamo mai lavorato prima assieme. Quando Lorenzo me l’ha proposto e l’ho letto per la prima volta ho pensato che potesse essere un’occasione di affrontare un tema molto delicato. La difficoltà maggiore per me è stata quella di non prevaricare il testo, ma di accompagnarlo, prenderlo per mano.

Quali sono state le vostre fonti d’ispirazione per la stesura del testo e per l'interpretazione?
Lorenzo: sia nella regia che nella drammaturgia sono confluite molte fonti d’ispirazione. Lo spettacolo è nato da tanti episodi e fasi della mia vita, immagini che sono entrate per restare così ed altre che invece si sono modificate. Anche dagli incontri della vita, dalla contaminazione dei percorsi.

Alessia: in un certo senso le esperienze della mia vita: non avendo figli ho cercato di immaginare una maternità, mi sono lasciata ispirare dalla figura di mia madre, ho parlato molto con donne che hanno affrontato un aborto sia per scelta che per fatalità. Nell’interpretazione mi sono lasciata guidare dal flusso delle immagini che questo spettacolo creava in me. Non ho vissuto il mio personaggio come “personaggio”, ma l’ho sentito come una “persona”, mi sono messa in gioco come strumento di trasmissione del testo, di immagini, di ricordi. Non mi sono immedesimata in nessun personaggio.

Lorenzo, perché hai deciso di costruire lo spettacolo in forma di monologo distinto tra recitazione in presenza e in video?
Nel testo come diceva Alessia c’è una persona e non un personaggio. Il video ci è sembrato una possibilità di far vedere una persona, perché tutti noi siamo un po’ frammentati. L’uso del video ci restituisce la frammentarietà di una persona, che non è solo quello che vediamo dal di fuori, ma è come un vedersi anche dentro. In realtà si è molto più complessi di quanto si possa immaginare.

Lorenzo, con questo spettacolo vuoi lanciare un messaggio o raccontare una storia ?
Raccontare una storia, mettere lo spettatore nella condizione di porsi delle domande, non dare delle risposte. Le cose che mi colpiscono non sono quelle che mi danno risposte, ma ciò che mi ha fatto riflettere, che mi ha dato la possibilità di indagare. L’arte deve porre delle domande.

Che progetti avete in futuro per A me piace settembre?
Lorenzo: finora lo spettacolo ha avuto una buona diffusione. Ci sono vetrine importanti dove è andato in scena, e speriamo che continui così. Mi piacerebbe che ci venisse richiesto per le scuole, anche per affrontare il tema della sessualità.
Alessia: mi sono trovata molto bene a lavorare con Lorenzo, abbiamo molti punti di vista in comune rispetto al teatro e a tante altre cose, per cui sì mi piacerebbe che continuassimo su questa strada.

Ma a voi piace settembre?
Alessia: a me piace moltissimo, anche se preferisco ottobre per via della luce, bellissima in ottobre!
Lorenzo: Da quando ho finito la scuola sì! (ridono, ndr).

Lorenzo Garozzo è un drammaturgo cremonese fondatore dell’associazione culturale Armida Artaud Teatro assieme a Elisa Bortolin. Il suo percorso teatrale inizia con Leonardo Mello e Silvio Castiglioni. È poi assistente alla regia di Fabrizio Arcuri per la compagnia dell'Accademia degli Artefatti. Tra i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni ricordiamo il premio Hystrio per la drammaturgia nel 2013 con Antonio Latella, figura di rilievo del teatro contemporaneo, presidente della giuria.

- Alessia Vicardi è un’attrice cremonese formatasi all’Accademia Filodrammatici di Milano. Segue successivamente un corso di perfezionamento all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Mosca tenuto da Juri Altschitz. È diretta da registi come Guido De Monticelli, Antonio Latella, Massimo Castri e molti altri. Di recente ha collaborato con Corrado Accordino, direttore artistico della compagnia Teatro Binario Sette/La Danza Immobile.

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