‘Arrivò l’amore e non fu colpa mia’
Besa / Massimiliano Petricca 
‘Arrivò l’amore e non fu colpa mia’
Cultura

‘Arrivò l’amore e non fu colpa mia’

Un’intensa storia d’amore prende forma nella raccolta di poesie della giovane autrice Alessandra Nicita

Un libro per tutti quelli che soffrono felicemente d’amore: possiamo definire così il secondo lavoro della scrittrice pugliese Alessandra Nicita, intitolato Arrivò l’amore e non fu colpa mia , edito da Besa.

Si tratta di una raccolta di poesie dalla costruzione decisamente libera. Quando ci sembra di afferrare un ritmo, ecco che l’autrice cambia passo, e lo fa con una parola o un'immagine differenti. Ciò che si coglie leggendo i versi della Nicita è una disarmonia di toni, colori e impressioni che non è mai fastidiosa. Proprio come l’amore, il fulcro attorno al quale ruota tutta l’opera, il libro è un continuo alternarsi di intense gioie e tristi abbandoni.

L'autrice punta più sulla ricerca delle parole, piuttosto che all’ordine e alla regola. Ogni singolo elemento appare come il risultato di una ricerca precisa, intenta a trovare il giusto ingranaggio. E per la maggior parte di questo lavoro Alessandra Nicita ci riesce, donandoci infine un vero e proprio racconto in versi liberi.

Arrivò l'amore e non fu colpa mia è sì una raccolta di poesie, dunque, ma queste sembrano imprescindibili l'una dall'altra, proprio nell’esatta sequenza in cui le troviamo nell’opera. È il racconto ermetico di un’intera relazione, costruito per immagini ed evocazioni che hanno la proprietà di rendersi familiari a quel lettore che è stato innamorato almeno una volta.

Un’efficacia che può sembrare sorprendente, soprattutto per il fatto che la storia d’amore narrata è quella tra due donne. Un’ottima dimostrazione di un banale concetto: a prescindere dall’orientamento, l’amore funziona sempre allo stesso modo.

Ecco un estratto dal libro:

Che bella sensazione
non dovermi dire una parola
che più mi lasci ammutolita
e più mi sento sola.
Lo so che tu capisci
e non è un dono di Dio
ma di tua madre
con quell’intuito che prevede
come di chi percepisce
prima che tutto sia avvenuto.
Ti avverto
se torni per un saluto
non tornare
che di questo amore tuo
io ho bisogno
come i pesci il mare,
e l’albero il giorno di Natale.

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