Erano passati solo cinque giorni dalla resa del Generale Lee. Seduto nel palco d'onore del Teatro Ford di Washington il presidente Abramo Lincoln attendeva l'inizio della rappresentazione della pièce teatrale "Our American Cousin" di Tom Taylor. Non immaginava che proprio un attore, legato alla Confederazione, avrebbe messo la parola fine alla sua vita. John Wilkes Booth del Maryland era un deciso sostenitore dello schiavismo negli Usa, abolito da Lincoln. La sconfitta sudista di pochi giorni prima diede il via alla cospirazione di Booth e altri compagni, che passarono dall'idea del rapimento all'assassinio del Presidente, del suo Vice Andrew Johnson e del Segretario di Stato William H. Seward, alla loro eliminazione fisica.

Booth complottava contro Lincoln da oltre un anno e aveva tentato senza riuscirvi di rapirlo il 20 marzo precedente. L'occasione del Teatro Ford sembrava la più agevole. Con la morte di Lincoln e dei suoi possibili successori, l'Unione sarebbe scivolata nel panico e nella crisi nonstante la vittoria militare.

Alle 10,10 del 14 aprile 1865 Booth entra nel foyer del teatro Ford. Cinque minuti dopo irrompe nel palco dove il Presidente era seduto con la moglie Mary. Ha in mano un pugnale e una pistola a colpo singolo: una Philadelphia Deringer. Con Lincoln c'è il giovane ufficiale Rathbone. In pochi istanti scarica la pistola contro la nuca del Presidente e accoltella Rathbone. Poi Booth si affaccia alla balconata e urla  il motto della Virginia "Sic Semper Tyrannis!" prima di saltare in galleria fratturandosi una gamba. Inizialmente il pubblico pensò al coupé de theatre per celebrare la presenza di Lincoln. Ma le urla della moglie dissero il contrario. Booth, seppur ferito riuscì a fuggire a cavallo, dileguandosi. Lincoln fu assistito da un giovane medico che si trovava tra il pubblico, quando ancora respirava. Le speranze di sopravvivenza erano nulle e il Presidente della vittoria sulla Confederazione e sulla schiavitù spira alle 7:22 del mattino successivo, il 15 aprile 1865.

Quanto agli attentati ai possibili successori di Lincoln, questi fallirono entrambi. L'assassino John Wilkes Booth sarà braccato dopo la più imponente caccia all'uomo della storia. Oltre 10.000 agenti federali si misero sulle tracce del killer, che fu trovato nascosto in una fattoria della Virginia assieme ad uno dei complici, David Herold. I federali diedero fuoco alla fattoria e appena Booth cercò di uscire, fu freddato dai colpi del fucile dell'agente Thomas A. Jones. 

Herold e gli altri cospiratori, tra cui la prima donna condannata alla pena capitale, furono impiccati il 7 luglio 1865.

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