"E'una caldaia!, E' una caldaia!".

E' da poco passata l' una del mattino del 1 settembre 1985 quando un grido di gioia si leva nella sala di controllo della nave da ricerca americana "Knoll". Non c'erano più dubbi: le immagini che venivano dalla profondità dell'atlantico erano quelle del relitto più famoso del mondo, quello del transatlantico RMS Titanic, scomparso nelle acque gelide dell'atlantico il 14 aprile 1912 a circa 370 miglia SSO dalla costa del Newfoundland.

Mentre il relitto del Titanic riposava sul fondale a 3.700 metri di profondità, diversi erano stati i tentativi di ricerca e recupero nel ventennio precedente. Alcuni molto fantasiosi, come la proposta di sollevare il transatlantico a mezzo di palloni gonfiati a gas, o l'uso di vaselina o di milioni di palline da ping pong. 

Nel 1980 il petroliere texano Jack Grimm, un eccentrico milionario che aveva già cercato di individuare l'Arca di Noè e il mostro di Loch Ness, organizzò a proprie spese una spedizione alla ricerca del relitto del Titanic. Finanziò cospicuamente la Columbia University la quale fornì il personale scientifico, allibito per il fatto che Grimm avesse portato con sè una scimmietta ammaestrata che avrebbe indicato dove si trovava il relitto. La spedizione fallì per la mancata localizzazione ed i limiti tecnologici dell'equipaggiamento scientifico nell'agosto di quell'anno.

Fu l'ingresso dello scienziato americano Robert Ballard della Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) del Massachussets che riuscì a dare una svolta decisiva alle ricerche del relitto. 

Già nel 1977 Ballard era arrivato vicino al relitto durante una spedizione, ma nel 1985 la tecnologia fu in grado di aiutarlo in modo determinante. Assieme al WHOI partecipò l'Istituto Nazionale Francese di Ricerca Oceanografica (IFREMER) con una nave da ricerca. A bordo fu sperimentato il nuovo sistema di rilevamento per mezzo dei robot Argo e Sar, i più sofisticati sistemi di rilevamento marittimo all'epoca in sperimentazione presso la US Navy.

Ballard e compagni furono in grado di restringere la ricerca del relitto a 100 miglia quadrate iniziando la spedizione il 1 luglio 1985. In 31 giorni scandagliarono senza risultati il 75 percento del fondale, senza risultati. Fu il 22 agosto che Ballard e compagni iniziarono  a bordo della nave Knoll la ricerca secondo un metodo innovativo, che si rivelerà efficace. Invece di scandagliare il fondo alla ricerca del relitto, fecero in modo che i robot rilevassero la scia frammenti metallici lasciati dal Titanic quando si inabissò 73 anni prima. Fu così che seguendo la scia dei rottami Argo inquadrò per la prima volta la caldaia del transatlantico della White Star Line, alle coordinate 41.726931° N ;49.948253° O.

Quando il team di Ballard e dei francesi fece rientro in Massachussets, l'eccitazione per il successo della ricerca fu presto sopito dalla pietà per le migliaia di vittime che la più famosa tragedia del mare aveva inghiottite nelle acque scure e gelide dell'oceano.

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