Edizioni Biblioteca dell'Immagine
Cultura

25 aprile con i 'Racconti partigiani'

Un omaggio alla Resistenza a 70 anni di distanza, con una raccolta di racconti firmata da Giacomo Verri

La Resistenza compie 70 anni. In un’occasione così speciale consigliamo una lettura altrettanto speciale, come Racconti partigiani, il nuovo libro di Giacomo Verri, edito da Edizioni Biblioteca dell’Immagine.

Verri vive e lavora come insegnante di Lettere a Borgosesia, comune piemontese della provincia di Vercelli. È anche collaboratore per le pagine culturali de L’Unità e Satisficion, oltre che curatore della rubrica Radici e Dedali sulla rivista letteraria Zibaldoni e altre meraviglie. Noi lo abbiamo conosciuto qualche anno fa, grazie a Partigiano Inverno (Nutrimenti), il suo incantevole romanzo d’esordio finalista al Premio Calvino nel 2011.

A quattro anni di distanza eccolo ritornare in libreria, di nuovo sul tema delle Resistenza, con un libro dal titolo programmatico. Racconti partigiani è una piccola e commovente raccolta di storie ispirate e dedicate a chi si impegnò nella liberazione dal nazifascismo. Come nel suo precedente lavoro, anche qui Verri rievoca il passato attraverso un uso magistrale della lingua e dell’invenzione narrativa.

Usando le parole di Francesco Permunian, che ha firmato l’introduzione, il discorso di Verri con i suoi racconti non è tanto “la Resistenza in sé e per sé, argomento di studio e riflessione per chi fa di mestiere lo storico, bensì il tramonto dell’epopea resistenziale con la sua definitiva archiviazione”. Un tramonto a cui lo scrittore piemontese si ribella “come un giovane partigiano della penna”.

Non sono eroi irraggiungibili i protagonisti delle storie di Racconti partigiani. Sono uomini e donne, come potremmo essere tutti noi, che di fronte alla scelta tra la rassegnazione e la ribellione hanno virato verso l’opzione più dura e difficile, ma anche la più sapida di libertà e umanità. La cornice è quella cara al Verri, ossia i luoghi montani del suo Piemonte. Ma ciò che traspare di più sono i luoghi interiori di questi personaggi, le lotte interne, rese con un grande uso dei dialoghi e dei monologhi. Non è un libro di storia, ma il tentativo, a parer nostro riuscito, di restituire i meccanismi umani che hanno spinto Aldo, Augusto, Dora, Claudia, don Gianni, Gino, Vincenzo e tanti, tanti altri a riprendere in mano, spesso dolorosamente, la propria libertà.

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