Cultura

22 gennaio 1944. Gli Alleati sbarcano ad Anzio

L'operazione anglo-americana "Shingle" fu lanciata per accerchiare le difese tedesche lungo la linea Gustav

MOSTRE:A VITTORIANO 300 FOTO INEDITE SBARCO ALLEATI AD ANZIO

Edoardo Frittoli

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Litorale di Anzio e Nettuno. Ore 2,45 del 22 gennaio 1944


Nel buio della notte, il silenzio è rotto dal fragore dei mezzi da sbarco anglo-americani. Pochi secondi e i portelloni cominciano a rilasciare uomini e mezzi sul bagnasciuga. È cominciata così l'operazione "Shingle" ( tegola), a pochi chilometri a sud di Roma. Kesselring, comandante in capo delle truppe tedesche d'occupazione fu colto abbastanza di sorpresa. Non si aspettava uno sbarco così imponente proprio mentre lungo la Gustav gli anglo-americani stavano soffrendo la resistenza delle divisioni corazzate tedesche. Quando i mezzi da sbarco dell'operazione, comandata dal generale USA John P. Lucas toccarono terra, la zona era presidiata solamente da due battaglioni della 29a divisione corazzata Panzergrenadier. 

Durante le due settimane precedenti, la zona di operazioni e l'entroterra erano state martellate dai bombardieri alleati allo scopo di tagliare le vie di comunicazione dei tedeschi. Anche il 22 gennaio i bombardieri dell'USAAF e della RAF si erano levati in volo e avevano bombardato incessantemente i centri urbani di Anzio, Nettuno, Valmontone e Colleferro. 


 

Inizialmente le operazioni di sbarco parvero procedere al meglio. Dopo 24 ore dal primo sbarco, oltre 36.000 soldati alleati erano sul suolo di Anzio e Nettuno. Ma fu proprio durante le prime ore che si consumò il grave errore strategico degli alleati: il generale Lucas, invece di procedere col grosso delle forze allo sfondamento delle esigue difese tedesche, volle consolidare la testa di ponte perdendo così il vantaggio che fu colmato dall'arrivo da nord dell'intera 14a Armata tedesca del generale Eberhard Von Mackensen che bloccò gli alleati sul bagnasciuga, iniziando un feroce fuoco di artiglieria che costò agli alleati migliaia di perdite.

Dalla galleria ferroviaria di Ciampino, a oltre 30 km dal porto di Anzio, spuntò un cannone a lunga gittata Krupp K5 da 283mm. trainato da un treno blindato. Battezzato poi dagli alleati "Anzio Annie", prese a martellare il litorale senza tregua. Pochi giorni dopo, tra il 3 e il 4 febbraio, i "Tiger" di Von MAckensen passarono alla controffensiva e ricacciarono verso il mare gli avamposti anglo-americani. Il generale Lucas fu destituito e rimpiazzato dal generale Lucian Truscott. All'assedio alla testa di ponte di Anzio parteciparono anche alcuni reparti italiani delle forze armate della RSI. Anche il comandante della X Mas, Junio Valerio Borghese, giunse nei pressi della testa di sbarco con i suoi uomini.

Sotto il tiro tedesco, gli ordini per gli Alleati furono di attesa e resistenza nella zona di Anzio. Soltanto il 21 maggio Truscott fu autorizzato dal generale Clark ad uscire dalla sacca quando ormai a sud la Gustav aveva ceduto dopo mesi di aspri combattimenti. Fu così che nei 10 giorni successivi i difensori di Anzio si mossero dal litorale per incontrarsi con le armate di Clark. In rapida sequanza cadevano Albano Laziale, Lanuvio, Frascati. Roma era alle porte.

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