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Coronavirus, una nuova assicurazione aiuta i negozianti

La polizza «Active Business NONStop» di Cattolica riconosce mille euro al giorno agli esercizi commerciali in caso di chiusura decretata dalle autorità a causa del Covid-19

A essere investiti dagli effetti del Coronavirus sono anche gli esercizi commerciali, costretti ad abbassare le saracinesche o a conformarsi a ordinanze restrittive decise dalle autorità a tutela della popolazione. A proteggere negozi, bar e servizi da questa imprevedibile evenienza c'è una nuova polizza appena lanciata da Cattolica Assicurazioni: si chiama «Active Business NONStop» e garantisce un supporto immediato di mille euro al giorno per un massimo di quindici, qualora si verificasse questa situazione.

«Siamo da sempre convinti del ruolo sociale dell'assicurazione. Non potevamo rimanere indifferenti agli appelli di chi si è trovato da un giorno all'altro nell'impossibilità di lavorare» spiega Carlo Ferraresi, direttore generale di Cattolica Assicurazioni. «Sin dalle prime ore successive al verificarsi dell'emergenza» prosegue Ferraresi «abbiamo iniziato a mettere a punto una soluzione che, ancora una volta, testimonia il dinamismo della nostra compagnia. Questa polizza è il nostro contributo per i tanti piccoli imprenditori e commercianti che, in un momento così difficile, continuano a impegnarsi quotidianamente per garantire a tutta la comunità una pluralità di beni e servizi e che contribuiscono ad attenuare gli effetti negativi della situazione di criticità».

Così, dopo soluzioni d'avanguardia come quella che dà modo alle famiglie di farsi risarcire in caso di episodi spiacevoli avvenuti nel mondo digitale o quella che protegge le aziende dagli attacchi informatici, Cattolica ha deciso di distribuire presso le sue agenzie e quelle TUA (che pure fa parte del gruppo) questo pacchetto annuale che aiuta gli esercenti privati a contenere gli effetti dirompenti del Coronavirus.

Non è l'unica iniziativa messa in atto dalla società, che ha cercato di reagire con rapidità alle conseguenze scatenate dal Covid-19. Il 24 febbraio ha attivato una serie di precauzioni per i suoi dipendenti e collaboratori, incoraggiandone lo smart working. Una modalità adottata da molte imprese private, con la differenza che in Cattolica era già attiva per due giorni a settimana, dunque i lavoratori del gruppo erano abituati, la conoscevano bene. E tutta la macchina operativa ha retto, ha funzionato senza intoppi.

Inoltre, due giorni più tardi, il 26 febbraio, è arrivata la decisione di estendere a 30 giorni il periodo di mora – l'intervallo di tempo concesso all'assicurato dopo la scadenza della polizza per pagare il premio e non perdere la copertura – per i contratti auto e non auto dei clienti residenti nei comuni della zona rossa. Un'idea autonoma di un'azienda privata per dare il suo contributo, fare un minimo la differenza in un momento tanto delicato.

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