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CONFAGRICOLTURA LOMBARDA

Uomini, donne, più di 5 mila imprenditori agricoli in questi giorni a Brescia . La nostra povera Italia versa in gravi difficoltà, ma in questi giorni una grande lezione di civiltà e di compostezza: un corteo di lavoratori che hanno voluto portare la loro voce rispettando la città che li ha ospitati e richiamando l’attenzione di tutti.

Dalla Lombardia al Piemonte, al Veneto all’Emilia Romagna. Un corteo di solidarietà, una catena umana per favorire il rilancio del nostro paese. L’agricoltura è il nostro sostentamento, il settore agricolo, fortemente radicato nel territorio , non si può permettere di delocalizzare come avviene per altri settori della nostra economia.

E’ Matteo Lasagna, in prima fila, il presidente di Confagricoltura, che si fa portavoce dicendo che sono troppe le difficoltà che mortificano la capacità produttiva:

“Abbiamo un regime fiscale opprimente con vicende paradossali come quella dell’IMU sui terreni agricoli, il ritardo e le contraddizioni nell’attuazione della nuova Politica Agricola Comunitaria e nell’avvio dei nuovi Programmi di Sviluppo Rurale, unico strumento a sostegno dell’innovazione nelle aziende a fronte delle sempre maggiori difficoltà nel rapporto con il sistema creditizio.Un’applicazione della Direttiva Nitrati penalizza le aziende zootecniche, un Piano nazionale dei Fitosanitari crea problemi nella gestione agronomica di molte coltivazioni ed anche le dinamiche negative di mercati quali il latte e le carni suine, portano allo scompiglio”.

Non vogliamo vedere trattori in giro per le città, ma sui loro campi a lavorare sereni!!!

Mi sono fermata con la mia macchina rispettando quel corteo, guardando in faccia le persone che hanno voglia di lavorare e di rimettere in piedi il nostro paese.

Mi sono fermata ed ho rispettato il loro passaggio e i loro volti fieri

Mi sono fermata perché bisogna imparare a fermarsi per riflettere e ricominciare

Mi sono fermata perché mi sono riconosciuta in loro. Qualunque persona che porta avanti un’idea e fa qualcosa e si muove per farsi ascoltare, va ascoltata. L’Italia ha bisogno di voci e consigli saggi.

Io sto imparando ad ascoltare anche se faccio un lavoro diverso, ma ognuno di noi, dovrebbe difendere l’agricoltura e l’agroalimentare. I nostri prodotti siamo noi, Noi siamo quello che mangiamo.

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