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Tecnologia

Safer Internet Day: come proteggere i minori online

La giornata dedicata a un web più sicuro coinvolge i più piccoli ma non solo. Regole e norme valgono per tutti, anche chi si crede più furbo

Oggi 7 gennaio è il Safer Internet Day, giornata che dal 2004 l’Unione Europea dedica alla consapevolezza di ciò che può vuol dire navigare in rete senza accorgimenti, sia per sé che per i più piccoli. Sono proprio loro gli utenti più a rischio, quelli cresciuti digitalmente e quindi convinti che internet e smartphone siano prolungamenti naturali della vita organica e per questo privi di pericoli.

Soprattutto negli ultimi anni, la coscienza sulla sicurezza online è cresciuta notevolmente. Il motivo? Di certo non il Datagate o la scoperta di ciò che le agenzie di sicurezza internazionale possono fare ma la paura di cadere vittima degli hacker, di farsi rubare le password di accesso al sito della Banca o delle Poste, il timore di una clonazione della carta di credito. Si tratta di problematiche all’ordine del giorno, che impattano più di altre sulla vita pratica delle persone e che dunque hanno necessità di essere riconosciute, evitate e circoscritte.

Esiste un vademecum generale per tutte le minacce diffuse sul web, computer, smartphone e tablet? Purtroppo no, perché tanti e diversi sono i tentativi di hacker e cracker (quelli cattivi, che operano esclusivamente per un danno economico) di intrufolarsi nelle nostre vite digitali, scrivendo email che sembrano vere, pubblicando app Android che contengono virus, spingendoci a cliccare su siti web e banner che hanno lo scopo di monitorare quello che digitiamo sulla tastiera, nomi utente e chiavi segrete comprese. Però si possono alzare le antenne, attivare misure di protezione migliori e ridurre la probabilità di farsi prosciugare il conto. Swype o clic a destra per continuare.

Le stesse parole, su piattaforme diverse

Come spiega Kaspersky Lab, cambiano i tempi ma non le raccomandazioni da dare ai più piccoli. Il classico “non dare confidenza agli sconosciuti” valeva 40 anni fa come oggi, solo che gli sconosciuti si possono incontrare nelle chat, forum e blog. Con la trasparenza e il dialogo si può venire a conoscenza di tentativi di contatto indiscreti, attività di cyberbullismo e ricatti, evitando conseguenze ben più gravi della vergogna provata dai figli.

Genitori responsabili

Mamma e papà devono dire alla prole di visitare e rimanere su siti conosciuti, dando sempre un occhio alla cronologia di navigazione. E se i più piccoli sono talmente scaltri da saperla cancellare, esistono programmi (come MiTec Internet History) che consentono di recuperarla o almeno tentarci. Potrebbe non bastare; è importante allora prevenire, conoscendo i nome utente e le password usate dai ragazzi per i loro login.

Il controllo preventivo

Visto che non si può seguire pedissequamente la navigazione online dei bambini, attivare una soluzione di parental control sul browser rappresenta una scelta vincente. Grazie ai filtri multilivello, è possibile decidere cosa possono vedere, dove cliccare e i contenuti da mostrare. Le tecniche di parental control esistono su computer ma anche su smartphone e tablet; sono quelle che prevengono acquisti di app e in-app indesiderati, visite su siti non adatti e filmati YouTube da evitare.

Il SIC italiano

Il Safer Internet Day in Italia confluisce nel sito Generazioni Connesse, completo di casistiche e consigli utili su come approcciare il tema della sicurezza digitale a scuola e con i propri figli. Tra video e guide c’è anche un centralino, con una linea di ascolto e una chat del Telefono Azzurro, dedicate ai minori di 18 anni per ricevere supporto e confrontarsi su diversi temi.

Quali? Uso sicuro di internet e dei social network, adescamento online/grooming, pedopornografia, cyberbullismo, sexting, pornografia e sessualità online, gioco d'azzardo online, violazione della Privacy, furto di identità in rete, esposizione a contenuti nocivi online, dipendenza da Internet, esposizione a siti violenti, razzisti, che invitano al suicidio o a comportamenti alimentari scorretti (pro-anoressia e pro-bulimia), dipendenza da shopping online, videogiochi non adatti ai ragazzi. A questo link c’è il Vademecum per i genitori.

E mamma e papà?

Come detto, comportamenti non corretti online da parte dei grandi possono mettere a repentaglio anche l’incolumità dei figli. Sappiamo già perché non postare su Facebook le foto dei minori, ma non è tutto.

Attenzione alle email

Avete presente il mail phishing e lo spear phishing? Quella sorta di tentativo di truffa via posta elettronica, per cui arriva un messaggio dalla vostra banca o da un amico che chiede di aprire un file o cliccare su un link. Entrambi installano malware sul computer, dunque meglio evitare. Come regolarsi? Istituti di credito, famigliari, contatti sui social, non dovrebbero chiedervi informazioni personali, password e dati di login e se lo fanno basta telefonarli e chiedere il perché. Secondo Avira, l’Italia è uno dei pasi più a rischio phishing dove si è diffuso largamente il malware DR/PSW.Delf.Cpm.

Non scaricare file dai siti non ufficiali

La norma dovrebbe essere molto semplice. Chi ha un iPhone scarichi app solo da App Store, chi un Android solo dal Play Store. Bastano queste semplici regole per avere più del 70% di possibilità di restare sicuro. Su PC, Mac e Linux la questione si fa più complicata ovviamente ma anche qui vale la teoria della prudenza: siti web (o servizi) che offrono software, giochi, musica e film normalmente a pagamento dovrebbero essere evitati. Non solo perché si infrangono le leggi sul copyright ma anche perché al loro interno potrebbe nascondersi qualcosa di ben più pericoloso e nocivo, non sempre scovato dagli antivirus.

Aggiornare i sistemi

Che si tratti di computer o dispositivi mobili e app, i produttori rilasciano costantemente aggiornamenti atti a difendere meglio dagli attacchi più conosciuti. Installare subito gli update non è quasi mai obbligatorio ma fortemente raccomandato. Quando leggete “bug fixes” tra le righe di un rilascio vuol dire che le falle e gli errori sfruttati fino a quel momento dagli aggressori informatici sono stati risolti e non più disponibili. Un altro consiglio: evitare il jailbreak di iPhone e il root su Android, entrambi concedono permessi di modifica elevati ai possessori dei telefonini in questione ma non solo a loro, visto che un hacker che si intrufola può nascondersi senza troppi problemi e scorrazzare tra file e contenuti salvati.

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