Il Washington Post ai tempi di "Tutti gli uomini del presidente" - Video

Lo storico quotidiano, acquisito dal fondatore di Amazon, sta vivendo un passaggio epocale. Riviviamo i tempi delle macchine da scrivere e delle inchieste memorabili nel celebre film sul Watergate

Dustin Hoffman e Robert Redford in "Tutti gli uomini del presidente" (Archivio Mondadori)

Simona Santoni

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Apprendere che il fondatore di Amazon ha comprato il Washington Post richiama, con un po' di inquietudine, l'immagine del gatto che si avvicina alla gabbia del canarino...

Jeff Bezos ha acquistato la prestigiosa testata giornalistica per 250 milioni di dollari, con un accordo a sorpresa che dopo 80 anni toglie la proprietà alla famiglia Graham e consegna uno dei più influenti quotidiani all'uomo la cui società Internet ha trasformato il commercio.

Bezos ha comunque subito mandato parole rassicuranti, chiarendo che preserverà la tradizione giornalisticia della testata pur guardando all'innovazione.

Nato 135 anni fa, nel 1877, il giornale di Washington, secondo solo al New York Times, ha legato il suo nome a inchieste memorabili, come quella del 2000 che portò alla luce la sperimentazione umana non autorizzata su bimbi nigeriani da parte della multinazionale farmaceutica Pfizer. L'inchiesta però più celebre di sempre è di certo quella sul caso Watergate del 1972, condotta dai giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, che ebbero un ruolo fondamentale nelle dimissioni del presidente Richard Nixon.

Nel film Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula i due cronisti sono interpretati dai magnifici e giovani Robert Redford e Dustin Hoffman. Nella pellicola ispirata all'omonimo libro dei due reporter e vincitrice di quattro Oscar (per l'attore non protagonista Jason Robards e per sceneggiatura non originale, scenografia e sonoro) si può respirare la redazione del Washington Post agli inizi degli anni Settanta. Le riprese in realtà non vennere effettuate nella sede di 1150 15th Street, NW. Il Post negò l'autorizzazione. I progettisti del set hanno però preso le misure degli uffici del giornale, fotografato tutto, addirittura scatole di spazzatura del Post furono recuperate e trasportate sui due teatri di posa dei Burbank Studios di Hollywood, tutto al costo di 200 mila dollari. 

C'è stata la massima attenzione a riprodurre con accuratezza e autenticità. Sono state anche acquistate quasi 200 scrivanie a 500 dollari l'una dalla stessa azienda che ha venduto scrivanie al Post nel 1971.

Ecco una scena di redazione in Tutti gli uomini del presidente:

 
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