Vivien Leigh, 100 anni fa nasceva la diva altera - Foto

Ricordiamo in immagini in bianco e nero la stupenda attrice inglese di Via col vento e Un tram che si chiama desiderio

Simona Santoni

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Sapeva alternare sguardi di dignità altera a sorrisi dolcissimi che le illuminavano il viso da diva. 

Un secolo fa nasceva Vivien Leigh, interprete teatrale e cinematografica inglese per tutti soprattutto indimenticabile Rossella O'Hara (Scarlett, nella versione originale) di Via col vento di Victor Fleming. Vedeva i natali il 5 novembre 1913 a Darjeeling, in India, visto che il padre era un ufficiale della cavalleria britannica di stanza nella nazione asiatica.

Nel 1931, tornata a Londra, dopo aver visto un film dell'amica Maureen O'Sullivan, emerse la volontà di diventare attrice. Ma è stato il 1935 l'anno decisivo a livello professionale e sentimentale, con l'incontro con Laurence Olivier, grandissimo attore e regista, che sposò nel 1940 dopo che i rispettivi coniugi concessero finalmente il divorzio. 

 

Di lei disse un Sir Olivier:

"La prima volta che misi gli occhi sulla proprietaria di questa meravigliosa, inimmaginabile bellezza fu sul palcoscenico del St. James Theatre, dove recitava in The mask of virtue di Ashley Dukes. [...] Al di là della sua bellezza, che era magica, aveva un portamento meraviglioso; il collo sembrava quasi troppo fragile per sostenere la testa e la reggeva con un senso di sorpresa e con quella specie di orgoglio del giocoliere che riesce a far sembrare quasi casuale un'abile mossa".

 

Fu lei a cercare con fermezza la parte che l'ha per sempre legata alla viziata orgogliosa e stupenda miss O'Hara in Via col vento (1939): tanto aveva amato il romanzo di Margaret Mitchell che nel febbraio 1938 chiese al suo agente americano di segnalarla per l'adattamento cinematografico al produttore David O. Selznick. Per la sua memorabile interpretazione come indomita Rossella vinse il primo dei due Oscar. I frequenti litigi sul set con Clark Gable non tolsero intensità al loro rapporto sullo schermo.

Il secondo Oscar lo ottenne nel 1952 per Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan, accanto a Marlon Brando, nella versione cinematografica del dramma di Tennessee Williams, che già aveva interpretato a teatro con ben 326 repliche. Anche in questo caso aveva cercato di avere il ruolo di Blanche Dubois nella produzione teatrale con ostinazione. 

Di carattere difficile, anche perché affetta di disturbo bipolare, viveva la sua malattia con consapevolezza, determinata e forte, vulnerabile e fragile. Morì a 53 anni di tubercolosi il 7 luglio 1967.

 

Oggi la riviviamo, meravigliosa e fiera, in immagini in bianco e nero. 

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