Cinema

Venezia 2018: chi è Michele Riondino, "padrino" della Mostra del cinema

L'attore pugliese aprirà e chiuderà la 75^ edizione del Festival

Michele Riondino

Simona Santoni

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La Mostra del cinema di Venezia fa il bis: per la seconda volta consecutiva sceglie un uomo e non una donna come cerimoniere che aprirà e chiuderà l'edizione, la numero 75, in programma al Lido dal 29 agosto all'8 settembre 2018. Spetta all'attore Michele Riondino fare il "padrino", dopo che l'anno scorso toccò ad Alessandro Borghi rompere la tradizione della madrina. 

Aprirà la Mostra durante la cerimonia di inaugurazione e guiderà la cerimonia di chiusura, quando saranno annunciati i Leoni voluti dalla giuria presieduta da Guillermo del Toro.

39 anni, pugliese di Taranto, talento teatrale e cinematografico pronto a calarsi in ruoli dannati, Michele Riondino ultimamente si è fatto apprezzare anche sul piccolo schermo, come Salvo Montalbano in erba nella fiction Rai Il giovane Montalbano.

Il curriculumo di Michele Riondino

Dopo aver studiato recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, lavorando al fianco di professionisti come Marco Bellocchio ed Emma Dante, la carriera di Michele Riondino ha debuttato a teatro. Tuttora l'attore non dimentica la sua passione, creando spettacoli teatrali attraverso la compagnia da lui stesso fondata “Circo Bordeaux”.

Risale al 2007 il suo ruolo più importante: interpreta l'ambiguo Francesco nel Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari, al fianco di Elio Germano: per lui premio come miglior attore al Festival del Cinema di Roma e menzione speciale come miglior attore al Festival di Miami.

Eccolo poi in film come Fortapàsc di Marco Risi, Marpiccolo di Alessandro di Robilant, Dieci inverni, fortunata opera prima di Valerio Mieli, presentato alla Mostra di Venezia.

Il 2010 è l’anno delle conferme: viene selezionato come uno dei dieci migliori talenti europei e ritira il premio Shooting Star alla Berlinale, gira poi le pellicole Henry di Alessandro Piva e il pluripremiato Noi credevamo di Mario Martone, in concorso nuovamente al Festival di Venezia.

L'anno successivo è stato ancora alla Mostra di Venezia nel cast dell’opera prima di Saverio di Biagio Qualche nuvola

Eccolo poi dedicarsi piccolo schermo, accettando la sfida di interpretare Salvo Montalbano. Protagonista di sei film per la tv, Il giovane Montalbano è il prequel del fortunato ruolo interpretato da Luca Zingaretti, successo Rai del 2012.

Sul grande schermo invece è stato il protagonista di Acciaio di Stefano Mordini, tratto dall’omonimo successo letterario di Silvia Avallone, e anche di Bella addormentata di Marco Bellocchio, entrambi presentati a Venezia 69.

Nel 2012 Michele Riondino ha firmato la regia degli spettacoli teatrali La vertigine del drago e Siamo solo noi, che lo vedono anche interprete.

Nel 2014 è stato il co-protagonista de Il giovane favoloso di Mario Martone (concorso ufficiale Venezia 71), e uno dei protagonisti di Maraviglioso Boccaccio dei fratelli Taviani.

Grazie al successo televisivo riscontrato con il Giovane Montalbano (quasi 8 milioni di telespettatori e share del 30%), la Rai ha affidato nuovamente a lui i ruoli da protagonista di Giovane Montalbano 2 e Pietro Mennea: la freccia del sud.

Tra i titoli cinematografici più recenti a cui ha preso parte ci sono La ragazza del mondo (presentato a Venezia 73, per cui riceve il Premio Pasinetti come migliore attore e anche il Ciak d'oro) e Falchi (2017) di Tony D'Angelo.

Alla Mostra di Venezia dello scorso anno è stato presente con Diva!, unico interprete maschile nel lungometraggio ispirato alla grande diva Valentina Cortese. Il film esce il 7 giugno nelle sale italiane.

Riondino è anche protagonista del film tv La mossa del cavallo tratto dal romanzo di Camilleri. Presto lo vedremo nel film Restiamo amici di Antonello Grimaldi.

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