La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia impelle. Se ieri è spettato a due capolavori "veneziani" di Orson Welles restaurati (Il mercante di Venezia e Otello) la preapertura, oggi si comincia davvero. Everest, film fuori concorso, dà il via ufficiale a questa 72^ edizione (in corso al Lido dal 2 al 12 settembre) che si annuncia più ricca di divi hollywoodiani rispetto al recente passato ma sempre all'insegna della ricerca - che guarda molto al Sud America - e attenta ai giovani. 

55 sono i lungometraggi in programma nella Selezione Ufficiale, 17 i corti. Venezia Classici proporrà 29 titoli. Tra le tante storie in attesa di essere gustate e vissute negli occhi e nel cuore, ecco quali non vediamo l'ora di vedere.

1) Everest di Baltasar Kormákur. Non solo perché è il lungometraggio d'apertura. Non solo perché ci sono Robin Wright, Jake Gyllenhaal, Jason Clarke, Josh Brolin, Sam Worthington, Keira Knightley ed Emily Watson. Il film è atteso perché promette paesaggi mozzafiato (vette e montagne in 3D) e imprese umane al limite, tra furiose tempeste di neve e pura lotta per la sopravvivenza.
Fuori concorso. Proiezioni: 2 settembre ore 19, Sala Grande - 2 settembre ore 20, PalaBiennale

2) Francofonia di Aleksandr Sokurov. Dopo Faust, Leone d’oro nel 2011, il regista russo torna a Venezia per aprirci le porte del Louvre, svelando il dietro le quinte di un incontro che si svolse nel 1943 durante il quale due uomini, il capo dell'amministrazione nazista e il direttore del museo, decisero le sorti dell'arte. Mentre i due discutono del destino dei tesori del Louvre, nelle sale del Museo appaiono Marianne, simbolo della Francia, e Napoleone che ammira perplesso le opere che lo celebrano.
In concorso. Proiezioni: 4 settembre ore 17:15, Sala Grande - 4 settembre 20:15, PalaBiennale

3) Black Mass di Scott Cooper. Non sarà più il bello bellissimo degli anni Novanta e primi Duemila, ma Johnny Depp al Lido è un evento da non perdere. Stempiato e invecchiato incarna il criminale irlandese James "Whitey" Bulger, uno dei gangster più spietati e potenti della storia di Boston. Nel cast anche Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson, Kevin Bacon.
Fuori concorso. Proiezioni: 4 settembre ore 19:15, Sala Grande - 5 settembre ore 17:30, PalaBiennale

4) Marguerite di Xavier Giannoli. Il regista belga si ispira a una curiosa storia vera, indubbiamente divertente, che presenta però anche un lato crudele della natura umana. Florence Foster Jenkins era una ricchissima donna americana degli anni Quaranta, appassionata di musica e di opera, totalmente ignara del fatto che la sua voce fosse stonatissima. Abituata a cantare per le stesse persone in alcuni circoli sociali, nessuno aveva mai osato dirglielo e anzi la lodavano. O erano ipocriti, o erano interessati ai suoi soldi, o erano semplicemente dei codardi. Con Catherine Frot.
In concorso. Proiezioni: 4 settembre ore 22, Sala Grande - 4 settembre ore 22, PalaBiennale

5) The Childhood of a Leader di Brady Corbet. L'attore americano debutta alla regia affidandosi a un cast di interpreti europei e statunitensi interessante: Bérénice Bejo, Stacy Martin, Yolande Moreau, Robert Pattinson. Liberamente ispirato alle esperienze d'infanzia di molti dei grandi dittatori del XX secolo, ambientato alla fine della prima guerra mondiale, il film è un sinistro ritratto delle origini del male.
Sezione Orizzonti. Proiezioni: 5 settembre ore 14:30, Sala Darsena - 6 settembre ore 13:15, PalaBiennale

6) L'attesa di Piero Messina. Debuttante classe 1981, Messina è uno dei quattro alfieri italiani in concorso. Per il suo esordio si affida a una diva di grazia e maestria eccelse come Juliette Binoche. Sullo sfondo di una campagna siciliana aspra e bellissima, due donne imparano lentamente a conoscersi e insieme iniziano ad aspettare...
In concorso. Proieizoni: 5 settembre ore 17, Sala Grande - 6 settembre ore 18, PalaBiennale

7) A Bigger Splash di Luca Guadagnino. Guadagnino è un esteta del cinema dallo sguardo internazionale. Dopo Io sono l'amore collabora ancora con la magnifica Tilda Swinton. Accanto a lei Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson. In un aspro paesaggio nel Mediterrano, vivo e selvaggio due uomini e due donne (tra cui una leggenda del rock) si incontrano e deflagrano. La promessa è quella di un ritratto sensuale che esplode in violenza.
In concorso. Proiezioni: 6 settembre ore 19:30, Sala Grande - 6 settembre ore 20:15, PalaBiennale 

8) The Danish Girl di Tom Hooper. Il regista è quello premio Oscar del meraviglioso Il discorso del re. L'attore è Eddie Redmayne, che dopo averci fatto vivere sul suo corpo la malattia di Stephen Hawking in La teoria del tutto si "trasforma" di nuovo e interpreta Lili Elbe: nata uomo sotto il nome di Einar Wegener, è stata la prima persona a essere stata identificata come transessuale. Per di più accanto a lui c'è Alicia Vikander, attrice in brillante ascesa. Nel cast anche la signora Depp, Amber Heard.
In concorso. Proiezioni: 5 settembre ore 19:30, Sala Grande - 5 settembre ore 20:15, PalaBiennale

9) Equals di Drake Doremus. Un po' di futuro distopico e di atmosfere algide ci vuole. Il giovane regista statunitense ci porta in una società nota come "il Collettivo" dove gli abitanti vengono educati a essere pacifici e privi di emozioni. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni e un uomo e una donna scopriranno di provare sentimenti l'uno per l'altra. Chi sono i due? Kristen Stewart e Nicholas Hoult. Love story in salsa avveniristica.
In concorso. Proiezioni: 5 settembre ore 22:15, Sala Grande 5 settembre ore 22:30, PalaBiennale

10) Janis di Amy Berg. Il documentario fa rivivere Janis Joplin, una delle più influenti icone del rock, una regina tormentata della musica che ha ispirato un'intera generazione, aprendo la strada alle cantanti rock che seguirono. "Rappresenta ancora oggi l'espressione del nostro dolore comune, quella voce ruvida attraverso la quale il nostro soffrire viene riconosciuto e messo a nudo": parole della regista.
Fuori concorso. Proiezione: 6 settembre ore 14:30, Sala Grande

11) Rabin, the Last Day di Amos Gitai. In occasione del ventesimo anniversario dell'omicidio del premio Nobel Yitzhak Rabin, il regista israelinao coniuga ricostruzioni fittizie e filmati d'archivio dell'attentato e dei momenti immediatamente successivi per creare un thriller politico che fa riflettere. Una luce su una crescente crisi dell'odio che affligge la società israeliana odierna.
In concorso. Proiezioni: 7 settembre ore 19:15, Sala Grande - 7 settembre ore 20, PalaBiennale

12) Non essere cattivo di Claudio Caligari. Caligari, regista del cult underground degli anni Ottanta Amore tossico, è morto il 26 maggio scorso. Aveva appena finito il montaggio di questo suo film postumo, che torna alla sua tematica cara, la gioventù romana che sta ai margini. Ambientato a Ostia, i racconta i ragazzi di vita degli anni '90, tra notti in discoteca, macchine potenti, alcool, droghe sintetiche e spaccio di cocaina.
Fuori concorso. Proiezioni: 7 settembre ore 22:15, Sala Grande , 8 settembre ore 18, PalaBiennale

13) Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio. L'ultima volta al Lido il maestro emiliano aveva portato Bella addormentata e ne era uscito a mani vuote. Vediamo se sarà più fortunato. Ora ci propone una storia che va a scavare nel passato della sua Bobbio, ispirata alla scoperta casuale delle antiche prigioni cittadine e alla vita di Benedetta, una monaca murata viva nella prigione convento di Santa Chiara.
In concorso. Proieizoni: 8 settembre ore 19:30, Sala Grande - 8 settembre ore 20:15, PalaBiennale

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