Birdman, a Venezia il colpo da maestro di Iñárritu

Michael Keaton è il protagonista di una commedia nera su un attore che non riesce a liberarsi del suo vecchio ruolo di supereroe - Foto e schede di tutti i film in concorso

Alejandro G. Iñárritu, Venezia 27 agosto 2014 – Credits:  ANSA/ETTORE FERRARI

Redazione

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A Venezia è arrivato subito uno dei film più attesi: Birdman di Alejandro Gonzalez Iñárritu.

Prima pellicola in concorso di questa 71/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, è stato accolto dagli applausi, con grandi apprezzamenti per il protagonista, Michael Keaton, che interpreta Riggan Thomson un attore imprigionato nel suo vecchio ruolo di supereroe, Birdman, appunto.

Birdman è stato un eroe popolare, con tanto di ali e becco, antesignano dei molti supereroi di oggi.

Riggan vorrebbe fare un salto: interpretare, scrivere e dirigere una pièce teatrale a Broadway.
Dovrà affrontare così tutti i fantasmi possibili, quelli dei colleghi che non lo riconoscono, quelli della sua vanità e quelli della sua famiglia ormai disastrata.

Nel cast Zach Galifianakis (nel ruolo del coraggioso produttore della pièce), Edward Norton (attore talentuoso e super-inaffidabile), Andrea Riseborough (la compagna di Riggan), Amy Ryan, Emma Stone (la figlia tossica e talentuosa del protagonista) e Naomi Watts.

I fantasmi di Riggan sono tanti come la sua "paura di non contare nulla", come egli stesso spesso ripete. Perché mentre cerca una identita', la cosa piu' difficile per un attore, deve fare i conti con una critica che lo odia, con la gente che lo vuole rivedere nei panni del supereroe, con la voce dello stesso supereroe che lo perseguita indicando come sua unica strada quella di farlo rivivere.

E un po' di rimpianto, va detto, c'è in Riggan ora che "tutti gli attori di Hollywood hanno messo un costume da supereroe".

Il film di Iñárritu, regista messicano, autore già molto apprezzato per Amores Perros, Babel e 21 grammi, è ricco di folgoranti citazioni, da Barthes a Strindberg. Tra le più cattive quella della critica teatrale rivolta a Riggan: "Lei non è un attore, è solo una celebrità".

Più mirata quella del fantasma di Birdman allo stesso Riggan: "Che sono tutte queste parole? Facciamo ancora un film d'azione e non tutta questa filosofia". Infine, le prime parole del film, fuori campo, sono un chiaro inizio di quello a cui si sta per assistere e fanno pensare un po' per tono e contenuto a Terrence Malick: "Come siamo mai finiti in questo posto? È davvero orribile". A pronunciarle è sempre Riggan, di spalle, mentre levita nella posizione yoga detta del loto. (ANSA).

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