A Venezia Francesca Comencini: "Ragazze, non svendete la vostra bellezza"

Con Un giorno speciale, film in concorso al Lido, la regista intende far riflettere "sull'ossessione per l'estetica intesa come merce che caratterizza i nostri tempi"

Francesca Comencini (a sinistra) e Giulia Valentini (Ansa/Daniel Dal Zennaro)

Claudia Catalli

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Due ragazzi, un solo giorno e un incontro casuale. Questo lo spunto di Un giorno speciale, terzo e ultimo film italiano in concorso alla 69a Mostra del cinema di Venezia . Nelle sale dal 4 ottobre distribuito da Lucky Red, la pellicola firmata Francesca Comencini cala un’inedita coppia di giovani protagonisti: Filippo Scicchitano, già applaudito per Scialla, e l’esordiente Giulia Valentini.

"Volevo raccontare in modo leggero qualcosa di molto pesante che ha portato il nostro Paese fuori dal tempo", dichiara la regista, spiegando come su tutto il suo film aleggi volutamente un certo rapporto con la bellezza, "mai gratuito": "Intanto come protagonista c’è una ragazza bella, condotta a credere - e sua madre più di lei - che questa bellezza sia da intendere come un valore non solo estetico, ma come una merce, per la ricerca ossessiva della bellezza del corpo e delle facce che si nota nella nostra società. Poi c’è Ponte di Nona, il quartiere romano in cui abbiamo girato, simbolo di una bellezza fatua con tutte quelle case colorate in mezzo al nulla, senza servizi: un quartiere piazzato lì, ma con grande cura estetica".

Senza contare il lavoro sul corpo della protagonista: "Quando si sveglia la vediamo bellissima, poi man mano che la madre la trucca e traveste si imbruttisce. Infine c’è la bellezza ferita della città di Roma. Ho cercato, insomma, di fare molta attenzione, grazie al talento di Luca Bigazzi, anche all’estetica del film che per me acquisiva un valore etico: il rapporto ossessivo con la bellezza può far precipitare la bellezza stessa nel suo opposto, ed è qualcosa che caratterizza molto il nostro Paese in questi anni. Per questo ci tenevo a raccontarlo".

Giulia Valentini, al suo debutto sullo schermo, insiste su questo punto e racconta il retroscena del primo provino sostenuto con la Comencini: "Mentre camminavo verso il provino mi arriva la chiamata di un uomo che mi prometteva di farmi diventare attrice e modella, però dovevo cedere a compromessi. E dire che io avevo messo solo un annuncio online come cameriera, ma tutti mi chiamavano per scatti di nudo e proposte indecenti".

Se per Scicchitano questo è un film capace di "convincere i giovani a credere in se stessi senza abbassare la testa, e invitare le istituzioni a fare di più per i ragazzi", per Valentini diventa un monito per tutte le ragazze che "si ritrovano di fronte a certe situazioni: meglio passare una vita a fare le pulizie ma stare bene con se stesse, che cedere il corpo a sconosciuti che ti vogliono solo per sfizio personale". A buon intenditor...

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