Una folle passione
Cinema

Una folle passione, Jennifer Lawrence e Bradley Cooper poco appassionanti: 5 cose da sapere

La coppia d'oro di Hollywood è diretta dalla regista premio Oscar Susanne Bier in un dramma in costume spento, che spreca tre fulgidi talenti

Jennifer Lawrence e Bradley Cooper si ritrovano ancora insieme dopo la scoppiettante alchimia trovata ne Il lato positivo - Silver Linings Playbook. A dirigerli nel dramma in costume Una folle passione è niente meno che Susanne Bier, magnifica regista premio Oscar de In un mondo migliore. Dal 30 ottobre al cinema, il film hollywoodiano della cineasta danese si rivela però un melò che non seduce la testa né conquista il cuore. Lo spreco di tre fulgidi talenti. 
Bier sembra smarrire la sua principale caratteristica, la profonda capacità di scandagliare l'animo umano nelle sue contraddizioni e sfumature. Presenta dei personaggi individualisti e miopi, per lo più unidirezionali, per cui è difficile appassionarsi. 

Ecco 5 cose da sapere su Una folle passione, distribuito in Italia da Eagle Pictures.

 

1) Dal libro dell'americano Ron Rash

Una folle passione (titolo in lingua orginale Serena) è tratto dal romanzo del 2008 Serena dello scrittore americano Ron Rash (edito in Italia da Salani come Una folle passione). 
Il produttore 
Nick Wechsler ha letto il manoscritto un anno prima della pubblicazione subito pensando alla trasposizione sul grande schermo: "Me ne sono innamorato subito. L'ho opzionato immediatamente". Lo sceneggiatore è Christopher Kyle, già co-sceneggiatore di Alexander di Oliver Stone, che è rimasto colpito dalla storia narrata da Rash: "Il testo contiene molte eco e reminiscenze di tragedie come Medea e Macbeth ma, al tempo stesso, è intriso del linguaggio usato dai montanari. In breve, uno di quei libri che, non appena li leggi, sai che non li abbandonerai mai".

2) Le analogie tra Serena e Susanne Bier

1929, piena epoca della Grande Depressione. George Pemberton (Cooper) è socio di un'ambiziosa azienda di disbocamento nelle Montagne Fumose del North Carolina. Quando vede a una dimostrazione ippica Serena (Lawrence, che sapeva già andare a cavallo), elegante e coriacea in pantaloni da cavallerizza, camicetta di seta viola e boccoli dorati svolazzanti, se ne innamora subito. Tutto decolla in fretta. Si sposano, lei si trasferisce da lui e insieme cominciano a costruire il loro impero di legname. Cresciuta nel campo di disboscamento di suo padre, in Colorado, Serena ha piglio autoritario e senso pratico e si pone subito alla pari di qualsiasi uomo: supervisiona altri taglialegna, dà la caccia ai serpenti a sonagli, salva la vita a un suo sottoposto. La sua presenza suscita però la gelosia del socio del marito, Buchanan (David Dencik), scatenando una scia di vendette, guai con la giustizia, sangue. 
"Quando ho letto lo script per la prima volta, mi hanno colpito molto due aspetti in particolare: il campo di disboscamento, con tutti questi alberi imponenti e maestosi, e la presenza di una donna in un mondo prettamente maschile, dimensione affascinante nella quale anche io sono riuscita a identificarmi", ha detto Bier. "Prendi un qualunque set. Troverai il 10% di donne e il 90% di uomini. In qualche modo Serena vive in un mondo simile al mio e viceversa. Questo è un aspetto molto interessante. Mi piace poter raccontare una storia che trasmette un messaggio al pubblico contemporaneo".

3) Jennifer Lawrence sotto tono

Jennifer Lawrence, un Oscar a soli 22 anni, ha trasformato in oro la saga di Hunger Games, ha brillato in imprevidibilità strabordante in American Hustle, ha dato forza silenziosa e gravida a Un gelido inverno. Da lei, talento puro, non ci si può che aspettare tanto. E invece è proprio la giovane attrice a offrire una prestazione sotto tono, che in un curriculum di successi ci può anche stare. La sua interpretazione è rigida come un tronco d'albero, non trasmuta con l'evolversi dei fatti. La sua mimica facciale è poco screziata e si accende solo in poche occasioni, come quando osserva la ex del marito (Ana Ularu) col bambino in braccio.
Serena ha un grande trauma alle spalle, ma di lei vediamo solo il lato più cinico e freddo, quasi mai percepiamo su pelle le fragilità del passato. Lo scivolare di Serena nell'ossessione più pericolosa e cieca non è esplorata e non accende lo spettatore. Susanne Bier di certo non ha aiutato Jennifer.

4) Rhys Ifans il più affascinante

Il personaggio più affascinante di Una folle passione è una figura secondaria eppure catalizzatrice. Si tratta di Galloway, montanaro, ex-galeotto percorso da visioni, la migliore guida di caccia sul territorio. Lo interpreta un ottimo Rhys Ifans un po' mefistofelico, un po' santone. L'attore britannico è abituato a ruoli da cattivo o da temibile ambiguo: è stato l'innamorato ossessivo de L'amore fatale (2004) e il lucertolone antagonista di The Amazing Spider-Man (2012). Sin dalla prima inquadratura il suo sguardo fa scaturire in chi lo osserva un senso di pericolo e nello stesso tempo l'istinto di affidarsi a lui. Così come farà Serena.

5) Le montagne del Carolina riprodotte attorno Praga

Le montagne avvolte di nebbia, gli scenari naturali di alberi, vette e fumosità - la parte più bella del film - non sono del North Carolina. Il set è stato realizzato in Repubblica Ceca. Una folle passione è stato girato nella primavera del 2012 a Praga e dintorni. 
Lo scenografo Richard Bridgland, dopo aver studiato le località e la storia del Tennessee e del North Carolina, ha creato un vero campo di disboscamento nella foresta appena fuori Praga: "Abbiamo ricreato la vita degli anni '20 in North Carolina. Quando abbiamo costruito il nostro campo, non abbiamo fatto un semplice set, ma un vero e proprio campo. Le casette somigliano moltissimo a quelle che erano costruite all’epoca, hanno la stessa struttura e sono costruite allo stesso modo, anche se oggi si usano le seghe motorizzate al posto di quelle a mano. Abbiamo creato un intero ecosistema, che ha tutta l'aria di essere reale...".

Voto: 2/5
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