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L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, sceneggiatore coraggioso e proscritto: Video

Dall'11 febbraio al cinema, il film racconta l'ascesa, l'emarginazione e la vittoria finale di una delle penne più brillanti di Hollywood

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

Simona Santoni

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Vacanze romane (1953) è un delizioso classico senza tempo che vinse tre Oscar di cui uno per il migliore soggetto. Ian McLellan Hunter è stato a lungo conosciuto come autore della sceneggiatura ma in realtà era stato Dalton Trumbo a dare al suo amico Hunter la copia di uno scritto, permettendogli di prendersene il credito. Sceneggiatore di Hollywood tra i più pagati al mondo negli anni '40, Trumbo ha dovuto però vivere un terribile periodo di emarginazione e allontanamento dal lavoro dopo che fu iscritto nelle liste nere perché sospettato di "comunismo".

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, film di Jay Roach scritto da John McNamara, rievoca questa vicenda personale che intanto dipinge un periodo pericoloso e burrascoso della storia politica americana. 

Dall'11 febbraio nelle sale italiane con Eagle Pictures, vede Bryan Cranston nei panni di Dalton Trumbo: per questa performance si è guadagnato una nomination all'Oscar come migliore attore protagonista. Nel cast anche Helen Mirren, Elle Fanning, John Goodman, Diane Lane, Christian Berkel e Dean O'Gorman.

 

Presenza fissa nella scena sociale hollywoodiana, schierato con i sindacati e attivo politicamente per il riconoscimento dei diritti civili e della parità di retribuzione, Trumbo (Cranston), insieme ai suoi colleghi, è chiamato a testimoniare di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane (HUAC - House Un-American Activities Committee) nell'ambito dell'ampia indagine sulle attività comuniste negli Stati Uniti.
Trumbo si rifiuta di rispondere alle domande della Commissione: per questo motivo riceve una condanna con arresto in una prigione federale che gli causa, tra le altre cose, anche l'ostilità della potente giornalista anti comunista Hedda Hopper (Mirren). Nei successivi tredici anni, tutte le più importanti produzioni di Hollywood si rifiutano di far lavorare Trumbo, per paura d'essere associate alle sue opinioni politiche, percepite come estremiste. Costretto a vendere la sua casa ed emarginato da amici, colleghi e vicini, Trumbo fatica per mantenere la sua famiglia, scrivendo per lo più film a basso costo, sotto falso nome. Nonostante le difficoltà, non smette mai di combattere per quello in cui crede. Alla fine Trumbo otterrà la vittoria, quando la star Kirk Douglas (O'Gorman) e il regista Otto Preminger (Berkel) inseriscono il vero nome dello sceneggiatore sui loro rispettivi successi di botteghino, Spartacus di Stanley Kubrick ed Exodus, chiudendo così di fatto il periodo delle liste nere.  

In questo video in esclusiva estratti del film L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo e dichiarazioni del cast:

A 98 anni, ecco come Kirk Douglas ricorda il periodo delle liste nere e il suo amico Dalton Trumbo, morto nel 1976.

"Le scelte erano difficili, le conseguenze dolorose e molto reali. Nel periodo delle liste nere ho avuto amici che sono stati costretti ad esiliare, perché nessuno li faceva lavorare; attori che si sono suicidati dalla disperazione. Lee Grant, mia giovane co-protagonista nel film Detective Story (1951), non ha potuto lavorare per quasi dodici anni, dopo essersi rifiutata di testimoniare contro il marito di fronte al Comitato per le Attività Antiamericane. Fui minacciato di essere additato come comunista e rovinare così la mia carriera, se avessi fatto lavorare in Spartacus, il mio amico Dalton Trumbo, sceneggiatore proscritto nelle liste nere. Ci sono momenti in cui bisogna lottare per i proprio principi. Sono davvero orgoglioso dei miei colleghi attori che usano la loro influenza pubblica per lottare contro le ingiustizie. A 98 anni ho imparato una lezione dalla storia: spesso si ripete. Spero che L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo, importante pellicola, ricordi a tutti noi che le liste nere sono state un periodo terribile per la nostra nazione, ma che possiamo trarne insegnamento in modo che fatti del genere non si ripetano mai più".

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