Rita Fenini

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Nato a Milano e cresciuto a Venezia, una città a cui si sente incatenato in un rapporto appassionato e da cui deriva la cifra stilistica del suo cinema, è solo a partire dagli anni ottanta che Tinto Brass inizia una nuova fase del suo lavoro, quella legata all' erotismo, all’ insegna della libertà e  della trasgressione.

A questo periodo risalgono alcuni dei suoi film più popolari - La Chiave, Capriccio, Monella, Miranda, Cosi fan tutte, Senso ’45 - nonché l’incontro con il fotografo Gianfranco Salis, che già dal 1974 aveva collaborato con registi come Pasquale Squitieri, Mario Monicelli, Marco Ferreri, Nanni Loy, Ettore Scola, Dino Risi e Franco Zeffirelli. 

Il passaggio dal cinema sperimentatale a quello erotico è per il regista una scelta dettata dalla delusione. Come sostiene Caterina Varzi, curatrice del suo archivio: “Tradito dagli esiti del sessantotto, Brass predilige il linguaggio erotico, in quanto modo di esprimersi comprensibile a tutti.(…) Non c’è una frattura fra un primo periodo serio, impegnato e militante e un secondo periodo, frivolo, leggero e superficiale: nei suoi film la forma primeggia sul contenuto”.

“Tinto Brass negli scatti di Gianfranco Salis” vuole raccontare questo periodo attraverso le immagini realizzate da Salis, fotografo di scena sui set di Brass: si tratta di scatti che testimoniano un sodalizio artistico basato sul rapporto di fiducia e di perfetta interazione tra i due artisti, il che ha determinato “il consolidamento di una sintonia di intenti e intuizioni tale da favorire la nascita di immagini dall’inconfondibile e icastica cifra stilistica brassalissiana o salisbrassiana”, come dice il regista


Organizzata da ONO arte contemporanea in collaborazione con l’Archivio Tinto Brass, la mostra si avvale del patrocinio del comune di Bologna.


Tinto Brass negli scatti di Gianfranco Sali
1 giugno - 29 luglio 2017

ONO arte contemporanea
Via Santa Margherita, 10 - Bologna -

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