Cinema

I sogni segreti di Walter Mitty, film surreale di Ben Stiller: 5 cose da sapere

Riprendendo un racconto degli anni '30, il protagonista indiscusso della commedia brillante americana ci immerge in avventure mirabolanti, immaginate o reali

Ben Stiller in "I sogni segreti di Walter Mitty" – Credits: Twentieth Century Fox

Ben Stiller, protagonista indiscusso della commedia brillante americana, si cala per la quinta volta nei panni di regista-attore per consegnarci il film surreale I sogni segreti di Walter Mitty, dal 19 dicembre nelle sale italiane.
È lui Walter Mitty, un sognatore moderno, un comune photo editor di una rivista che spezza la sua noiosa esistenza sognando regolarmente a occhi aperti un mondo fantastico reso elettrizzante da audaci eroismi e appassionate storie d'amore. Ma quando con la sua collega (Kristen Wiig), di cui è segretamente innamorato, sta per perdere il lavoro, deve prendere il destino in mano e imbarcarsi in un vero e straordinario viaggio.

Ecco cinque cose da sapere sul film.

1) Da un classico della letteratura americana

Il film si ispira a The secret life of Walter Mitty di James Thurber, un classico americano del 1939, due paginette e mezza che sono diventate una pietra miliare della narrativa a stelle e strisce. Stiller però, basandosi sull'adattamento scritto da Steve Conrad, lo sceneggiatore de La ricerca della felicità, aggiorna il racconto ai tempi moderni, parlandoci di un uomo che trova il vero scopo della vita dando sfogo alla sua immaginazione iperattiva. La storia di Thurber ha già ispirato numerose trasposizioni teatrali e una commedia degli anni '40, Sogni proibiti di Norman Z. McLeod, dove Mitty era interpretato da Danny Kaye, che mosse il successivo remake italiano Sogni mostruosamente proibiti (1982) di Neri Parenti con Paolo Villaggio. "È un Walter Mitty" è un neologismo popolare che si riferisce a chi passa più tempo sognando a occhi aperti piuttosto che a vivere la vita reale. 

2) Non solo commedia

Stiller è alla sua quinta regia, ma finora il suo registro è stato soprattutto comico, ora la parodia del mondo della moda con Zoolander (2001), ora la satira del mondo action movie condito di follia e cameratismo con Tropic Thunder (2008). I sogni segreti di Walter Mitty vuole invece incorporare più generi. 
"Quello che mi piace di questa storia è che non può essere classificata", dice Stiller a proposito del suo film. "C'è la commedia, c'è il dramma, è una storia di avventura, è reale ed è fantasticamente iper-reale. Ma al centro di tutto questo c'è un personaggio nel quale, io credo, tutti possano ritrovarsi, qualcuno che sembra stia semplicemente passando attraverso la vita moderna e che in realtà ne stia vivendo una completamente diversa nella sua testa. Per me, lui incarna tutte quelle cose che immaginiamo su noi stessi e il mondo, ma che non diciamo mai".

3) Ogni persona normale è un potenziale eroe

Il Mitty di Stiller è un uomo mite che ha bisogno di trasformare nella sua testa i propri fallimenti quotidiani in qualcosa di molto più sorprendente. Ma nel suo regno privato di fantasticherie è un eroe. Il regista attore spiega: "Steve (lo sceneggiatore, ndr) mi ha detto: 'Dentro il petto di ogni uomo americano batte il cuore di un eroe' e volevo che il film avesse quel tipo di rispetto per tutte le cose che le persone normali devono attraversare ed affrontare, sia che si tratti di un ragazzo a cui nessuno presta attenzione o del presidente degli Stati Uniti. Il viaggio di Walter celebra il potenziale dentro ognuno di noi".

4) Sean Penn e il riscatto di LIFE

Il Mitty di Stiller, come molti di noi, si sente assediato da un mondo sempre più spersonalizzato ed elettronico che sta cambiando rapidamente ogni cosa, così che il suo stile di vita sta diventando obsoleto. È un uomo che è stato dimenticato, proprio come LIFE, l'ultima rivista di cronaca visiva della cultura americana che è stata trasformata – da apprezzato e riconosciuto strumento di informazione – in un sito.
Per Mitty tutto cambia proprio in seguito alla sua ricerca dei negativi perduti di un famoso fotografo di LIFE, Sean O'Connell, un personaggio sfuggente che è diventato una sorta di rock star del mondo della fotografia, noto per il suo impegno incessante nel catturare una storia a qualunque costo. Lo interpreta niente di meno che Sean Penn: è lui l'iconica e misteriosa figura che trascina Walter Mitty fuori, nel mondo reale.
Mitty si troverà al crocevia tra la vita vera e quella nello stile di LIFE. La vera rivista LIFE ha attraversato diverse incarnazioni fin dalla sua fondazione nel 1883, raggiungendo il suo periodo di massimo splendore quando diventò il principale settimanale fotogiornalistico statunitense grazie a Henry Luce, per poi essere trasformata in life.time.com verso la fine del 2009. La versione LIFE di Conrad è romanzata, ma ampiamente basata sul lascito fotografico mozzafiato di quella reale.

5) La critica internazionale

Il film di Stiller non ha del tutto convinto la stampa oltreoceano. Solo un 42% della critica raccolta sul sito Rotten Tomatoes al momento lo promuove. "Un pretesto senza senso per spendere in effetti speciali: è come guardare un cavallo artritico ansimante che trascina un rimorchio pieno di apparecchiature digitali di alto budget", scrive Kyle Smith sul New York Post.  Il New Yorker, la testata che nel 1939 pubblicò il racconto di Thurber, sottolinea la grande differenza tra film e lo scritto ispiratore: "Quando James Thurber ha pubblicato la storia originale in questa rivista, nel 1939, il suo racconto durò per due pagine senza che succedesse niente; Mitty ha guidato per la città in compagnia della moglie. Le sue imprese - come asso della guerra, come chirurgo e così via - sono rimaste nella sua testa e si rifiutarono di fuoriuscire. Se il suo nome è sopravvissuto, è perché la sua situazione è eterna".
David Rooney su Hollywood Reporter: "Il pubblico disposto a entrare in sintonia con la sua miscela di fantasia surreale, commedia buffa e intensità sarà ricompensato".

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