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Sin City - Una donna per cui uccidere, Eva Green è letale: 5 cose da sapere

Il sequel non ripete l'originalità e l'impatto esplosivo del cult del 2005, ma è comunque una gioia per gli occhi (che non risparmia un po' di noia). L'attrice francese vale il prezzo del biglietto

Sin City - Una donna per cui uccidere

Simona Santoni

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"La morte è esattamente come la vita a Sin City, non conta niente". Sin City, "la putrida città che insudicia tutti quanti", dopo il successo di critica e pubblico del 2005 torna al cinema (dal 2 ottobre) nel sequel Sin City - Una donna per cui uccidere. Dietro la macchina da presa ancora il fortunato duo: il fumettista Frank Miller e il regista pulp Robert Rodriguez, pupillo di Quentin Tarantino. 

Quattro storie prendono corpo nel bianco e nero intrigante che consente qua e là stille impetuose di colore. Quella centrale, Una donna per cui uccidere, si ispira all'omonima graphic novel di Miller, il volume II della serie su Sin City, mentre Solo un altro sabato sera si rifà al volume IV, Alcool, pupe & pallottole. Le altre due, Quella lunga, brutta notteL'ultimo ballo di Nancy, sono storie originali pensate per appassionare i fan con qualcosa che di cui non conoscevano già gli sviluppi avendone letto il fumetto. Alcune delle storie sono temporalmente precedenti a quelle del primo film. Il risultato complessivo? Meno esplosivo, divertente e iconico di Sin City, a tratti anche un po' noioso, ma sempre e comunque una gioia per gli occhi, tra tanta sacra violenza. Una replica di quanto già visto nel cult del 2005 e un puro esercizio di stile di Miller & Rodriguez? Probabilmente sì, ma che stile! E che Eva Green!

Ecco 5 cose da sapere su Sin City - Una donna per cui uccidere.

 

1) Il cinema torna a farsi fumetto in una grafica affascinante

Sin City 2 finora ha avuto vita difficile in patria: negli States in poco meno di un mese ha incassato neanche 15 milioni di dollari e la critica si è divisa, rimproverandogli soprattutto un impatto meno brutale del suo predecessore. Pur utilizzando il 3D e riprese in green screen, la grafica del nuovo lavoro di Miller & Rodriguez presenta effettivamente poco di innovativo. Ciò non toglie però che la sua estetica sia comunque una meraviglia per gli occhi. Il fumetto torna a farsi cinema, con immagini che giocano con le ombre e inquadrature che sembrano disegni a cui manca solo il balloon. Tra bianchi e neri raffinati si aprono luccicanti e ammalianti colori: il trench blu elettrico della letale e super sexy Ava (Green), i suoi occhi verdi e pericolosi, il mini-abito rosso di Gail (Rosario Dawson), i ricci biondi dell'ingenua Marcie (Julia Garner), il rosso carminio della vestaglia a quadri del dottor tossicodipendente Kroening (Christopher Lloyd)... La macchina da presa si fa di nuovo matita.

2) La misogenia è servita, bellezza

Sin City è la città del peccato popolata da duri che inseguono la vendetta personale a ogni costo e uomini ignobili e terribilmente pericolosi, tra teste mozzate, occhi estratti, sangue nero come inchiostro. Le donne sono femme fatale manipolatrici e senza il minimo scrupolo o prostitute guerriere o ragazze indifese e facili vittime o dolorosamente innamorate dell'uomo che le ha abbandonate. Tutte però hanno un chiaro unico comun denominatore: nudità vistosamente esibite. Sin City - Una donna per cui uccidere è la fiera del maschilismo. Ma chi entra al cinema per vederlo sa già che sarà così ed è quello che si aspetta. 

3) Eva Green vale il biglietto; Jessica Alba l'anello debole

Dopo aver fatto la sensuale e feroce Artemisia di 300 - L'alba di un impero Eva Green torna in un ruolo tanto sexy e letale, la temibile e bella Ava Lord, diabolica incantatrice di uomini dai capelli neri corvino, occhi verdi penetranti, labbra rosso rubino. New entry del cast, l'attrice francese da sola vale il prezzo del biglietto. "Lei è in ritardo, come al solto, e come al solito vale la pena aspettare", dice Dwight McCarthy (Josh Brolin). È dannatamente vero. Il suo nudo è poesia visiva, la sua doppiezza spregiudicata e giocosa regala alcune delle rare sferzate umoristiche. 
Tra i ruoli femminili c'è anche Rosario Dawson nei panni dell'amazzone Gail: una piacevole conferma. Jessica Alba torna nei panni di Nancy ma è l'anello debole della narrazione. Protagonista sinuosa de L'ultimo ballo di Nancy, la sua storia di rivendicazioni, perdita e rabbia ha poco mordente. Piange la morte del suo amato (Bruce Willis) ma la sua trasformazione in killer vendicativa è poco avvincente.
Simpatico il cameo di Lady Gaga come compassionevole cameriera Bertha.

4) Gli uomini di Sin City

Mickey Rourke torna dietro le protesi facciali di Marv, brutale e comico: la sua violenza pura e necessaria concede sorrisi. Tra le new entry ci sono Josh Brolin, tormentato d'amore e odio per Ava, e soprattutto Joseph Gordon-Levitt, che una volta di più cattura l'attenzione. Giovane giocatore d'azzardo chiamato Johnny, arriva a Sin City su una Corvette convertibile del 1960 con abiti eleganti e passeggia per il KadiÈs Bar facendo roteare un dollaro d'argento tra le dita. Tornato in città per trovare fortuna con il poker, sfida il politico più potente e malvagio della città, il ben noto senatore Roark (Powers Boothe). Con la sua sicurezza spavalda e cortese il ragazzo dalla faccia pulita conquista. 

5) Sceneggiatura da epica western

"Il potere è qualcosa di fragile. Non tollera minacce", è l'intimidazione del senatore Roark. La sceneggiatura di Sin City 2 cavalca frasi da epica western, cupa e grintosa. È spesso ridondante e compiaciutamente florida, ma potrebbe riempire un breviario di frasi a effetto. 

Voto: 3/5
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