Redazione

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Dici Sharon Stone e pensi a Basic Instinct e a quel suo audace accavallar le gambe - senza mutandine - passato alla storia del cinema. Bionda mozzafiato dal fisico statuario, Sharon Stone è icona di bellezza che ha turbato schiere di cinefili. Ed è tuttora di beltà intramontabile, a 60 anni, che compie il 10 marzo, nella sua fiera battaglia contro il naturale invecchiamento. 

Modella, attrice, produttrice, donna da copertina, se la sua aura da diva è perenne e innegabile, è più difficile invece collocarla con un posto certo nell'Olimpo del grande cinema. 

Dopo gli esordi da indossatrice, ricercatissima, è stata Woody Allen a scoprirla affidandole una particina in Stardust Memories (1980). Eccola quindi protagonista dell'horror Benedizione mortale (1981) di un maestro come Wes Craven. Poi, però, ha inanellato per tutti gli anni '80 partecipazioni senza forte clamore tra grande e piccolo schermo. Fino alla collaborazione con l'olandese americanizzato Paul Verhoeven, che la vuole come partner di Arnold Schwarzenegger in Total Recall - Atto di forza del 1989: Sharon conquista il pubblico. E poi il grande successo: Basic Instinct, sempre per Verhoeven. Al di là della scena pruriginosa ben nota, il film sottile, ambiguo e teso seduce anche la critica. Per lei Golden Globe come migliore attrice.

Segue un periodo di film poco memorabili, da Sliver di Phillip Noyce a Pronti a morire di Sam Raimi, da Lo specialista con Sylvester Stallone a Trappola d'amore con Richard Gere. Fino a un nuovo ruolo cruciale in un film complesso come Casino (1996) di Martin Scorsese, a fianco di Robert De Niro. Conquista il suo secondo Golden Globe e ottiene un momento di gloria che sullo scorcio del decennio la vede al centro di grandi cast e film che variano dal thriller alla commedia. Potrebbe essere la svolta ma nel 2001, colpita da un grave aneurisma, cade di nuovo nell'oblio. 

E poi eccola emergere ancora, grazie alla serie tv The Practice, seguita da Broken Flowers di Jim Jarmusch con cui conquista il festival di Cannes nel 1994.

Alla ricerca del consenso popolare, nel 2006, si veste da protagonista e produttrice per un sequel di Basic Instinct in cui pretende di inserire scene ancora più provocanti dell'originale. La scommessa non si rivela però fortunata e il film incassa meno del suo costo, lievitato a dismisura per le molte contese legali e i ritardi sul set.

Da allora Sharon Stone non ha rallentato la sua attività, anche se non ha assestato nuovi colpi vincenti, di quelli che ti fan guadagnare nomination ai premi più importanti. 

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