Meryl Streep
Cinema

Scandalo Weinstein: da Meryl Streep a Kate Winslet la reazione delle attrici

Le dive di Hollywood si scagliano contro il produttore. E alla lista delle molestate si aggiungono nomi vip: Asia Argento, Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow

Dopo le accuse di molestie sessuali e il conseguente licenziamento del celebre produttore cinematografico Harvey Weinstein, molti aspettavano e chiedevano la reazione di quelle dive di Hollywood spesso solerti paladine delle cause femminili e dei meno forti e rappresentati. Per fortuna Meryl Streep e socie hanno risposto "presente".

Dalla Streep a Kate Winslet, da Judi Dench a Glenn Close, raccogliamo alcune delle reazioni delle attrici più note. Ma ecco anche i nomi importanti di dive che ora escono allo scoperto e ammettono, a distanza di decenni dai fatti, di aver ricevuto anche loro abusi dal boss della produzione: Asia Argento, Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow.

Lo scandalo che ha travolto Weinstein 

Fondata nel 2005 proprio da Harvey Weinstein e da suo fratello minore Bob, The Weinstein Company è una valida e importante casa di distribuzione e produzione cinematografica statunitense.

Tra i tanti film distribuiti ci sono i più recenti di Quentin Tarantino (da Bastardi senza gloriaThe Hateful Eight) e opere d'autore come Carol. Ancor prima i fratelli Weinstein lavoravano alla Miramax Films, co-fondata nel 1979 e produttrice di film premi Oscar come Shakespeare in Love e Chicago.

Il vaso di Pandora però è stato scoperchiato il 5 ottobre da un articolo del New York Times che citava otto casi di donne che hanno accusato Harvey Weinstein di contatti fisici indesiderati e molestie sessuali nel corso di tre decenni. Gli abusi a sfondo sessuale sono stati denunciati da attrici (tra cui Ashley Judd) e dipendenti. Da qui la decisione dal consiglio di amministrazione della sua stessa società: Weinstein senior è stato licenziato con effetto immediato, "alla luce di nuove informazioni sulla cattiva condotta da parte di Harvey Weinstein, emerse negli ultimi giorni". 

Asia Argento, Angelina Jolie & co.: le vip molestate che ora parlano

Asia Argento si è confessata al New Yorker raccontando che anche lei sarebbe stata abusata da Weinstein. I fatti risalirebbero al 1997, quando l'attrice italiana aveva 21 anni, e sarebbero avvenuti in un hotel in Francia, dove Asia fu invitata per un party della Miramax. Lei salì nella suite di Weinstein e fu costretta a fare del sesso orale, nonostante abbia ripetutamente tentato di sottrarsi. "Mi terrorizzava, era un uomo troppo grosso per me. È stato un incubo", ha affermato l'attrice. "Non ho detto nulla finora perché avevo paura che Weinstein potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone. Che potesse rovinare la mia carriera". 

Tra le altre testimonianze raccolte dal New Yorker ci sono quelle dell'attrice americana Mira Sorvino e della cantante irlandese originaria dello Zimbawe Lucia Evans

Il New York Times aggiunge i nomi di due super star alla lista delle donne molestate: Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie, che accusano il produttore cinematografico di molestie sessuali, subite quando erano due giovani attrici.

Ma tra le vittime ci sono anche Rosanna Arquette, Katherine Kendall e persino l'ex finalista di Miss Italia Ambra Battilana Gutierrez

 

La reazione di Meryl Streep

Pungolata da più parti, che richiedevano una reazione dei divi di Hollywood e soprattutto sua, Meryl Streep ha levato la sua voce, affidando il suo biasimo all'Huffington Post: le accuse di molestie sessuali nei confronti di Harvey Weinstein sono "disgustose", "non scusabili", e costituiscono un "abuso di potere".

Streep ha definito "eroine" le donne che hanno avuto il coraggio di parlare. L'attrice, che ha lavorato con il produttore di Hollywood in alcuni film come I segreti di Osage County e The Iron Lady, che le è valso l'Oscar, ha detto di non avere idea che l'uomo avesse commesso questi reati: "Harvey era esasperante ma rispettoso nei miei riguardi nel nostro rapporto professionale".

L'attrice si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "Non sapevo che aveva avuto incontri nella sua camera d'albergo, nel suo bagno, o altri atti impropri e coercitivi. E se tutti lo avessero saputo, non credo che tutti i giornalisti investigativi del mondo dello spettacolo o della cronaca più impegnata avrebbero trascurato per decenni di scriverne".

 

Il disgusto provato da Kate Winslet

Non è mancata anche la replica di Kate Winslet, che tramite il film The Reader prodotto dalla Weinstein Company ha vinto l'Oscar come migliore attrice nel 2009. L'attrice britannica ha affidato la sua dichiarazione a Variety: "Il fatto che queste donne stanno cominciando a parlare della cattiva condotta di uno dei nostri produttori cinematografici più importanti e apprezzati è incredibilmente coraggioso ed è stato profondamente sconvolgente da sentire". 

E poi la sua solidarietà alle donne "vulnerabili e talentuose" molestate da Weinstein: "Abbraccio e saluto il loro profondo coraggio, e sono a favore di questo necessario livello di esposizione di qualcuno che si è comportato in modi denigratori e disgustosi".

Judi Dench (e il tattoo sulle natiche)

Nel coro delle voci delle attrici c'è anche quella di Missis Judi Dench, che deve molto della sua carriera a Weinstein: il precedente studios di Weinstein, la Miramax, ha distribuito nel 1997 La mia regina, il film che ha consacrato la Dench al cinema. La divina attrice ottantaduenne ha guadagnato il suo primo Oscar, come migliore attrice non protagonista, proprio grazie a Shakespeare in Love, sempre targato Miramax. E recentemente ha collaborato col celebre produttore per Philomena e Tulip Fever

Nel 2011 la Dench aveva detto scherzando di avere un tatuaggio dedicato a Weinstein sulle sue natiche, per ringraziarlo di averla fatta diventare una stella di Hollywood (e in effetti lo avuto davvero un tattoo, ma temporaneo, che recitava: "JD loves HW"). Ciononostante, la Dench affida il suo reprimendaNewsweek: "Anche se non c'è dubbio che Harvey Weinstein ha aiutato e sostenuto la mia carriera cinematografica negli ultimi 20 anni, non ero affatto a conoscenza di questi reati che sono naturalmente terribili; offro la mia vicinanza a coloro che hanno sofferto e il mio il sostegno a tutte coloro che hanno parlato".

Glenn Close e l'ammissione delle voci su Weinstein

Tra le reazioni delle dive, si distingue quella di Glenn Close, la meno "educanda", che ammette di aver saputo: "Sono seduta qui, profondamente sconvolta, riconoscendo a me stessa che, per molti anni, sono stato a conoscenza delle voci vaghe secondo cui Harvey Weinstein avrebbe avuto comportamenti inappropriati sulle donne. Harvey è sempre stato decoroso con me, ma ora che le voci sono state confermate, mi sento arrabbiata e triste". 

E ancora: "Sono arrabbiata, non solo con lui e con la cospirazione del silenzio intorno alle sue azioni, ma anche per il fatto che il fenomeno del 'casting a letto', per così dire, sia ancora una realtà nel nostro lavoro e nel mondo: l'orribile pressione e le terribili aspettative messe addosso a una donna quando un bullo potente ed egoista si aspetta favori sessuali in cambio di un posto di lavoro".

Il tweet di Patricia Arquette

Non può mancare la reazione di Patricia Arquette, la paladina dell'equal pay, che quando nel 2015 ha ritirato l'Oscar come migliore attrice non protagonista per Boyhood ha tirafo fuori dal cilindro un discorso femminista, chiedendo la parità di retribuzione per tutte le donne degli Stati Uniti. 

L'attrice affida le sue parole a Twitter: "Se c'è un modo per curarsi dall'essere un predatore spero che Harvey lo apprenda e lo condivida con il mondo. È un'epidemia".

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