Cinema

Sausage Party: intervista a Conrad Vernon, il regista del cartoon per adulti

Salsicce che fanno sesso con dei panini in una commedia scorretta e scurrile: "I film d'animazione non devono essere solo per bambini"

Conrad Vernon

Simona Santoni

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Cartoon scorretto, scurrile e folle, da cui tenere alla larga i bambini, Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia è un film d'animazione per adulti. Dal 31 ottobre al cinema, vietato ai minori di 14 anni non accompagnati, è nato da un'idea di Jonah Hill e il duo collaudato Seth Rogen ed Evan Goldberg, ovvero gli autori delle commedie eccessive e dissacranti Facciamola finita (2013) e The Interview (2014), che aveva addirittura attirato le ire e le minacce della Corea del Nord. 

Questa volta il duo che sta reinventando la commedia americana si mantiene alla sceneggiatura, affiancato da Kyle Hunter e Ariel Shaffir. La regia spetta invece a due esperti d'animazione, Greg Tiernan, proprietario dei Nitrogen Studios Canada, e Conrad Vernon, animatore della DreamWorks e già co-regista di Madagascar 3 - Ricercati in Europa, Mostri contro Alieni Shrek 2

Protagonista di Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia è una salsiccia in crisi esistenziale che si mette alla testa di un gruppo di prodotti da supermercato, in missione per scoprire la verità su ciò che realmente accade quando vengono scelti e lasciano il negozio di alimentari.
Tra gli attori che danno la voce ai prodotti nella versione originale, oltre ovviamente a Rogen e Hill, ci sono il loro amico James Franco, Michael Cera, Kristen Wiig, Edward Norton, Salma Hayek.
Costato quasi 20 milioni di dollari, Sausage Party finora ne ha incassati 135 (di cui 97 negli States). Ha sollevato però la protesta di alcuni animatori dei Nitrogen Studios che hanno lavorato al film, che si sono lamentati di condizioni economiche non adeguate e di esser stati costretti a straordinari non retribuiti.
Sul fronte della critica, ha ricevuto soprattutto recensioni positive.

 

Ospite di View Conference, la Conferenza Internazionale di VFX & Computer Grafica appena tenutasi a Torino, abbiamo avuto modo di fare qualche domanda a Conrad Vernon, il regista di Sausage Party.

Come è riuscito Seth Rogen a convincerla a lavorare a un film irriverente e scorretto come Sausage Party?
"Non ha dovuto convincermi, ero già da tempo pronto a fare un film politicamente scorretto. Lui è stato solo il primo a propormelo. L'idea era fantastica, non avrei partecipato se non lo fosse stata. Non c'è stato bisogno di convincermi, appena ha parlato di salsicce che facevano sesso con dei panini ho dato la mia disponibilità. Speravamo, con questo film, di espandere il pubblico. Volevamo che i film d'animazione non fossero visti solo in funzione dei bambini. Nonostante si tratti di un film non adatto ai più piccoli resta comunque spazio per un pubblico che parte dai 15 anni. Non che un quindicenne debba necessariamente vedere Sausage Party, però mi è capitato di osservare dei ragazzi sulla quindicina che guardavano il film al cinema con i genitori. Magari dei tredicenni non saranno interessati ma rimane comunque una vasta audience".  

Si deve quindi superare l'idea che i film d'animazione siano un prodotto unicamente per bambini?
"Sì, assolutamente. Non dico che siamo gli unici a fare cartoon per adulti ma forse siamo stati i primi a farlo su grande scala. Esistono già, infatti, cortometraggi che sono anche stati nominati per gli Academy Awards, così come film d’animazione con una forte carica politica che però non sono stati presentati al grande pubblico. Le uniche persone a vederli sono i membri della giuria degli Academy ma poi non vengono veramente lanciati sul mercato. Non si può dire che l’animazione per adulti non esista, però nessuno vi presta attenzione, la pubblicizza o finanzia".  

A cosa imputa la buona accoglienza che Sausage Party ha avuto negli Stati Uniti?
"Penso che abbiamo solo colmato un vuoto all'interno del mercato americano. Ho sempre creduto che gli adulti amassero l'animazione tanto quanto i bambini, dunque produrre solo film per bambini vuol dire tagliar fuori i più grandi. Allo stesso modo fare film solo per adulti escluderebbe i bambini. Secondo me c’è modo di occuparsi di entrambi".

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