Omaggio a Rossella Falk, stella elegante del teatro - Foto

La "Greta Garbo italiana" si è spenta all'età di 86 anni, dopo una vita sul palcoscenico e stupende incursioni al cinema. La ricordiamo in immagini

Simona Santoni

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È un anno triste, questo, per il teatro.

Dopo aver salutato Mariangela Melato e Anna Proclemer, un'altra stella del palcoscenico se ne va. Rossella Falk è morta il 5 maggio, dopo 86 anni di vita e quasi 60 di recitazione vissuti con eleganza, energia, passione e allegria.

Attrice prediletta da Fellini e da Visconti, musa ispiratrice delle commedie di Giuseppe Patroni Griffi e di Diego Fabbri, compagna d'arte di Romolo Valli e Giorgio De Lullo, Rossella Falk per i suoi molti fan era ancora e sempre "la Greta Garbo italiana" per il volto altero e per la sua fisicità da regina.

Oggi, dalle 12 alle 19, la camera ardente nel foyer del "suo" teatro Eliseo di Roma, di cui è stata anche direttore artistico dal 1981 al 1997. I funerali martedì alle 15.30, nella chiesa degli Artisti di piazza del Popolo.

La omaggiamo con questa raccolta di immagini.


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Signorina di una famiglia importante, il cui vero cognome era Falzacappa, con cardinali e generali nell'albero genealogico, già dai tempi dell'Accademia d'Arte Drammatica Rossella dava l'impressione di essere superba e magari indisciplinata. Invece era una perfezionista, esigente con se stessa e con gli altri, con buoni studi e padrona (caso unico nel teatro italiano) di quattro lingue.

Orazio Costa fu il suo primo regista, con i personaggi di Betti, Anhouil, Shakespeare; poi la chiamò Luchino Visconti che dirigeva la grande compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli al teatro Eliseo di Roma, dove partecipò a spettacoli memorabili dei primi anni Cinquanta: dal primo Tennessee Williams (Un tram che si chiama desiderio), a un Goldoni rivoluzionario (La Locandiera), al lancio di un autore italiano di grande successo (il Diego Fabbri de Il Seduttore).


Quella con Visconti, del resto, non fu una collaborazione liscia come l'olio. Sono rimasti nella leggenda del teatro italiano alcuni scontri fra il regista più dispotico e la giovane attrice più intrepida, che riuscì a tenergli testa, facendogli perfino l'affronto di andarsene a recitare con il rivale Giorgio Strehler una commedia di Moravia (La mascherata). E fu proprio in quello spettacolo che incontrò il giovane Romolo Valli, a sua volta amico dell'ex compagno di Accademia Giorgio De Lullo. Conoscersi, intendersi e stringere un patto artistico fu questione di poco. Era il 1954 e nasceva la compagnia De Lullo-Falk-Buazzelli-Guarnieri-Valli, che tutti avrebbero chiamato nei venti anni successivi la "Compagnia dei Giovani". Un sodalizio di arte e di amicizia unico nel teatro italiano, al quale si devono spettacoli memorabili per la precisione, la fantasia e l'eleganza degli allestimenti diretti da De Lullo: dalle più originali interpretazioni di Pirandello, alla "invenzione" di un grande drammaturgo come Patroni Griffi, che per i suoi amici 'giovani' scrisse le sue più belle commedie, da D'amore si muore a Metti una sera a cena.


Dopo la morte prematura di Valli la Falk prese la sua strada e non esitò a scendere in campo accanto all'altra diva italiana, Valentina Cortese in una Maria Stuarda kolossal, diretta da Franco Zeffirelli; né si fece mancare l'esperienza del musical (con Applause). Ma soprattutto, da attrice e produttrice di se stessa, preferì il teatro moderno, a cominciare dall'amatissimo Tennessee Williams.  

Fra tanti spettacoli e un certo numero di film la Falk vantava anche una vita privata ricca, movimentata e celata dietro un signorile riserbo. Pochi sanno dei suoi due matrimoni, con uomini poco noti, ma importanti e molto ricchi. Ancora meno sanno dei suoi amori, vissuti sempre con allegria. Di lei si sono dette tante cose e spesso viene citata la frase di Federico Fellini, che le affidò una parte importante in Otto e mezzo: "Non sono molto attratto dai grandi attori di teatro. Tranne che da Rossella Falk , un'attrice che ha la statura, la gestualità e la voce di un'eroina tragica, ma che comunica una tale gioia di stare sulla scena che ti fa venire voglia di saltare sul palco e farle compagnia''.

Ma forse è ancora più emblematico quello che lei stessa disse ricevendo a Vicenza il Premio Eti-Gli Olimpici del Teatro: "Posso solo dire che in questi anni mi sono tanto divertita. E spero di continuare ancora per molto!".


Al cinema la sua ultima partecipazione è stata in Non ho sonno di Dario Argento. Dal 2004 al 2006 ha portato nel mondo lo spettacolo Vissi d'arte, vissi d'amore, recital dedicato a Maria Callas di cui è stata amica e nel 2009 è stata protagonista di Est Ovest, scritto e diretto da Cristina Comencini. (ANSA)

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