Simona Santoni

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Christopher Plummer cammina in maniera incerta e con sguardo incespicante e smarrito, specchio di una mente a un soffio dal vuoto. In Remember, nei panni di un anziano in fuga, affetto da demenza senile, assomiglia molto a Bruce Dern in Nebraska. Ma il suo personaggio, Zev (in ebraico "lupo"), ha un obiettivo molto meno innocuo del Woody Grant in viaggio per ritirare un premio inesistente: Zev vuole vendicare la sua famiglia sterminata ad Auschwitz. 

Atom Egoyan porta alla Mostra del cinema di Venezia, in concorso, un film intenso - accolto da calorosi applausi della stampa -, dove Plummer è calamita costante dell'interesse dello spettatore. Remember non è una classica storia sull'Olocausto. Se la sua struttura narrativa è alquanto classica e lineare, con la macchina da presa che non cerca mai soluzioni originali o accattivanti, i toni invece si staccano da quelli convenzionali del dramma per sfiorare suspense da thriller. Lo spettatore osserva Plummer/Zev, temendo a ogni suo passo barcollante e ogni volta che impugna la pistola, sino a un finale che è un assoluto colpo di scena e ribalta ogni prospettiva. 

"Remember è un esame approfondito del ricordo e del trauma, ma tramite personaggi eccezionali", dice il regista canadese. "Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato di non aver mai visto un personaggio come Zev". Lo script è di Benjamin August, americano che ha sposato una vietnamita ed è rimasto scioccato della profonda amnesia sulla guerra in Vietnam, per questo ha voluto contribuire alla memoria di un'altra guerra e di altre atrocità.

Zev ha novant'anni e vive in una casa di riposo negli Stati Uniti. Qui ha ritrovato Max (Martin Landau), come lui sopravvissuto a Auschwitz. Max, insieme a Simon Wiesenthal, ha scoperto che alcuni ufficiali nazisti sono ancora in vita, rifugiatisi in America dopo aver rubato l'identità di prigionieri ebrei uccisi. Ridotto su una seggiola a rotelle, Max spinge Zev a realizzare quello che anche lui ha sempre voluto fare, ma che ormai non ricorda più di desiderare a causa dell'età. Su una lettera Max gli ha annotato tutto e ogni volta che Zev la legge, tenendosela cara come una Bibbia, si riaccendono il dolore e l'ardore di portare a termine il suo compito. Deve trovare Rudy Kurlander, l'uomo sotto il cui nome si nasconde un'ex SS. Sulla sua lista ci sono quattro indirizzi e quattro persone da rintracciare, alla ricerca del Kularnder giusto e della vera memoria a cui porre giustizia. Inizia un viaggio da Cleveland al Canada al Nevada, incontro al destino.
Nel cast anche Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven, Dean Norris, Henry Czerny.

"Remember funziona come se fosse un thriller, c'è un senso di inevitabilità dei fatti: ciò dà al film tensione e attesa", spiega Egoyan, già autore de Il dolce domani, per cui ottenne una nomination all'Oscar, e Ararat - Il monte dell'Arca sul genocidio armeno. "A renderlo unico è il fatto che è un thriller interpretato da un uomo molto anziano, girato sui suoi ritmi. È tutto al presente, perché per Zev non c'è che presente". 
Mancano infatti flashback a un passato noto di campi di concentramento e crudeltà. I riferimenti sono delicati e attuali: il vapore che sale nella doccia, la grande paura dei cani, il fastidio provato nel parlare tedesco... 

"Quando finì il dominio di Hitler avevo 17 anni", racconta Lieven, attore tedesco classe 1928. "Sono convinto che un film come questo andava fatto. Io la Storia la conosco ma i giovani devono sapere. Sono orgoglioso di far parte di un film così, con un finale così incredibile". 

"Probabilmente questo sarà l'ultimo film a raccontare la storia dei sopravvissuti all'Olocausto", prevede Egoyan. "Siamo fragili custodi di questa Storia. Questi film devono essere visti". 

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