Ray Abruzzo: "Recitare con James Gandolfini è stato un regalo"

Intervista al "Little Carmine" de I Soprano, che ci racconta i suoi progetti cinematografici (ha appena girato un film con un unico piano sequenza di 98 minuti!) e il suo rapporto con "Jim": "Ho nel cuore ogni momento passato con lui, sul set e fuori"

Ray Abruzzo

Ray Abruzzo – Credits: Photo by Amanda Edwards/Getty Images

Simona Santoni

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Con James Gandolfini ha diviso il set, dialogando amabilmente sul destino della Famiglia Lupertazzi. Ray Abruzzo, il "Little Carmine" de I Soprano, con l'amico e collega scomparso due giorni fa a Roma  ha in comune anche le origini italiane.
Newyorchese dal sangue siciliano, ha partecipato alle principali serie tv degli ultimi vent'anni, da The Practice a Boston Legal, da Dynasty a Mad Men, ma è stata l'esperienza accanto al mitico boss Tony Soprano la più determinante. 
Lo abbiamo contattato per farci raccontare qualcosa di Jim, come lui chiama Gandolfini, con la confidenza di chi ha condiviso molto. Abbiamo indagato anche tra i suoi nuovi progetti: lo vedremo presto al cinema accanto a Robert De Niro e Morgan Freeman in Last Vegas ed è appena stato protagonista di un film "folle", Somebody Marry Me, 98 minuti di girato con un unico ciak.

La morte di James Gandolfini ha sconvolto i suoi fan, come i tanti che l'hanno conosciuto e apprezzato. Che ricordo ne ha?
"Inutile dire che tutti quelli che conoscevano Jim sono rimasti scioccati e addolorati dalla notizia della sua morte improvvisa. Era un uomo caldo e generoso che amava la vita. Era umile, eppure potente. Trattava tutti allo stesso modo, indipendentemente dalla loro posizione. Ho nel cuore ogni momento che ho passato con Jim, sul set e fuori dal set".

Com'è stato lavorare con lui?
"Lavorare con James Gandolfini è stato uno dei momenti più importanti della mia carriera. Era un attore che portava verità e onestà a ogni momento sullo schermo. Essere in una scena con lui ti faceva essere migliore. Mi dispiace così tanto che non avrò più la possibilità di lavorare con lui. È stato un regalo di cui farò tesoro per sempre".

Come Gandolfini anche lei è di origini italiane. È mai stato in l'Italia? Cosa porta di italiano nella sua quotidianità?
"Tutti e quattro i miei nonni sono nati in Sicilia. Sono stato in Italia diverse volte. Ci ho trascorso l'agosto dell'anno scorso e ho visitato la città in cui mio nonno è nato ed è sepolto, Sciacca, in Sicilia. È stata un'esperienza bellissima ed emozionante. Abbiamo trovato il suo registro di morte e visitato la sua tomba. Avendo viaggiato in Italia la scorsa estate, da Roma poi attraverso la Sicilia e fino in Abruzzo, mi sono reso conto che ho alcune caratteristiche "italiane" molto forti. Il mio amore per il mare, o la connessione con arte e musica, o la mia passione per il buon cibo, tutto sembra iniziare in Italia. Penso che la maggior parte degli italo-americani di seconda o terza generazione mantenga ancora le caratteristiche e le gestualità portate nel sangue dai nostri genitori o nonni. Per di più parlo con le mani".

Tra le varie serie tv a cui ha preso parte (I Soprano, Dynasty, The Practice, Boston Legal, Mad Men...), a quale è più affezionato?
"Mi piace lavorare! Ma devo dire che lavorare ne I Soprano è stata un'esperienza unica. Far parte di uno show talmente rivoluzionario, che ha cambiato per sempre la tv, è stato un privilegio e un onore. La sceneggiatura, gli attori, la dedizione di tutte le persone coinvolte a realizzare il miglior spettacolo possibile, sono insuperabili".

Ha appena recitato nel film di John Asher Somebody Marry Me: un unico piano sequenza di 98 minuti! Ci racconti com'è stato e ci anticipi qualcosa...
"Somebody Marry Me è stata un'esperienza incredibile e spaventosa. Abbiamo girato tutto il film, 98 minuti, in un solo piano sequenza, con nessun taglio! Io compaio in tutto il film ed  è stato come trovarsi su un trapezio senza rete. Non c'era spazio per errori, per girare da capo... nessuno stop. È stato esaltante, stimolante e appagante. La storia parla di un uomo (io) il cui padre è apparentemente sul letto di morte. Nel testamento ha stabilito che, per ereditare i milioni di dollari, suo figlio deve sposarsi prima della sua morte, altrimenti il denaro andrà alla sua nuova e giovane moglie. E così per i successivi 98 minuti si va alla ricerca di una moglie. Il regista John Asher mi aveva accennato un po' di tempo fa alla sua idea di girare un film in un solo ciak. Mi ha chiesto se ero interessato. Ho detto 'perché no?'. Non avrei mai pensato che potesse realmente accadere. Poi ha chiamato e ha detto che aveva quasi finito di scrivere e che avremmo iniziato da lì a poche settimane. Era troppo tardi per dire 'NO!!' e sono contento di averlo fatto. Si tratta di un film dolce e divertente, con il cuore e la magia di un'unica ripresa continua. Sono molto orgoglioso di questo film".

Il protagonista di Somebody Marry Me cerca moglie on line: che rapporto ha lei con internet?
"Mi piace internet. Facebook mi ha offerto molte opportunità. Il mio ultimo viaggio in Italia è avvenuto per gran parte grazie a contatti e amici che ho fatto su Facebook, dall'organizzazione di eventi a Sciacca all'invito a leggere opere dello scrittore italoamericano John Fante in un festival in suo onore in Abruzzo! Trovo internet una grande fonte per la ricerca durante la scrittura o anche solo per colmare la mia curiosità su qualsiasi argomento in ogni momento".

In Last Vegas di Jon Turteltaub - film che arriverà in Italia a gennaio ed è considerato una sorta di Una notte da leoni tra amici più attempati - ha recitato con Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman... Che esperienza è stata?
"In questo film ho una piccola parte, ma non potevo dire di no a condividere una scena con Robert De Niro (che ha ispirato il mio diventare attore), Morgan Freeman, una leggenda, e il talentuosissimo Kevin Kline. Michael Douglas non c'è nella mia scena. Almeno ora posso dire di aver recitato in un film con Robert De Niro".

Preferisce il cinema o la tv?
"Adoro lavorare, ovunque sia il lavoro. Amo fare teatro. Recentemente ho interpretato sul palcoscenico il famoso allenatore italoamericano di football Vince Lombardi. Con I Soprano la televisione è diventata molto ricca e gratificante. Gran parte della tv di oggi è di buon livello, come molti film. La verità è che... adoro recitare".

  
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