Cinema

Quentin Tarantino, i suoi primi 50 anni: 5 motivi per amarlo

Compleanno a cifra tonda per uno dei registi più eccessivi, che ha fatto delle sue ossessioni uno stile inconfondibile. Da adorare

Quentin Tarantino

Quentin Tarantino (Photo by Adam Pretty/Getty Images)

Quentin Tarantino è uno di quei registi a cui daresti tranquillamente del "tu" al primo incontro e anche una energica pacca sulla spalla: "Ciao amico, piacere di conoscerti!". E sì, perché con Quentin pare di avere una confidenza quasi atavica, per i suoi film ogni volta capaci di farci divertire con genialità, di appassionarci visceralmente, di scovare le musiche e i colori che più ci rapiscono, di osare sfacciatamente ed eppure sempre cogliere nel segno, di plasmare la realtà a suo e nostro piacimento. Quentin dà forma al nostro concetto di bello e soprattutto di godibilità.

Oggi questo ragazzaccio pulp, eccessivo e cinefilo compulsivo, fissato per i fiotti di sangue pirotecnici e per battute più taglienti della katana della Sposa di Kill Bill, compie 50 anni.
In questo compleanno a tonde cifre, con ancora negli occhi la giostra strepitosa di Django Unchained , snocciolo, caro Quentin, cinque motivi per cui è così facile amarti.

1) Manipolatore di mondi e personaggi incredibili.
Quentin non cerca la plausibilità, cerca soprattutto il piacere estetico (ed estatico), lanciando l'immaginazione a briglie sciolte, stupendamente irresponsabile. Ecco così che, nei suoi universi dove anche la violenza è arte, i criminali hanno ancora nomi in codice (Le iene ), una donna assetata di vendetta può far fuori da sola a colpi di spada decine e decine di membri della Yakuza (Kill Bill), Hitler può trovare la morte in un cinema che salta in aria per mano di un'ebrea (Bastardi senza gloria ). Tarantino distorce la realtà e ce la rende più gustosa e sugosa, come un piatto di pasta traboccante di condimento: solo lui poteva far diventare uno schiavo nero un micidiale pistolero da spaghetti western (Django Unchained).

2) Ah, come scrive Quentin!
La sua penna frusta. Sarebbe capace di rivitalizzare con delle rasoiate e dei moti di spirito qua e là anche La corazzata Kotiomkin che tanto aveva sfiancato il ragionier Fantozzi. Non a caso a volte è chiamato a dar verve a dialoghi noiosi di film altrui, già a 14 anni aveva scritto la sua prima sceneggiatura e sono sue le sceneggiature di Una vita al massimo di Tony Scott e Dal tramonto all'alba di Robert Rodríguez, come suo è il soggetto di Assassini nati di Oliver Stone. Chi dalle sue pellicole volesse estrarre e annotare le battute migliori dovrebbe avere con sé un block notes dalle tante pagine. L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences gli ha riconosciuto più volte questo immenso talento, con due Oscar per la migliore sceneggiatura originale per Pulp Fiction e per Django Unchained. Peccato però che non gli riconosca anche la grande potenza registica.

3) Musiche, colori, azioni che sferrano un colpo al cuore.
Indelebili. Alcune scene e alcuni dettagli dei suoi film rimangono indelebili nella memoria e solo a ricordarli ritornano suggestioni ed emozioni. La tuta gialla della Sposa (Uma Thurman) di Kill Bill, l'abito rosso carminio della vendicatrice Shosanna (Mélanie Laurent) di Bastardi senza gloria, Twisted Nerve fischiettata mentre la Sposa è ancora in coma in ospedale (Kill Bill vol. 1), il ballo tra Mia (Thurman) e Vincent (John Travolta) in Pulp Fiction sulle note di You never can tell di Chuck Berry, la pelle lucida degli schiavi in coda ad apertura di Django Unchained sulla musica di Django di Luis Enríquez Bacalov e Rocky Roberts... Quentin prende di qua e di là senza curarsi troppo della coerenza (si pensi a Per Elisa di Beethoven suonata con l'arpa in Django Unchained, ambientato in un anno in cui la composizione non era ancora pubblica) e crea incoscientemente commistioni artistiche esplosive. I suoi film sono opere d'arte a tutto tondo.

4) Film dentro film.
Quentin è onnivoro e affamato, grande conoscitore del cinema migliore e soprattutto di quello "peggiore". Le sue pellicole lasciano vere e proprie tracce da scovare e ricomporre, come un sentiero di molliche di pane alla Hänsel e Gretel. Disseminate in ogni anfratto ecco citazioni di altri film, spesso e volentieri di b-movies. Per chi ha la memoria più salda di un archivio cinematografico è una bella sfida scorgere e cogliere i suggerimenti, avvistare quell'occhiolino strizzato da Quentin.

5) "Talent scout" e rianimatore di talenti.
Seppur avesse una ragguardevole carriera alle spalle maturata soprattutto in patria e in Germania, conoscevate il superbo austriaco dall'ironico e soffice ghigno Christoph Waltz prima che Quentin gli desse fama internazionale con Bastardi senza gloria? Lo stesso film ha avuto il merito di farci scoprile in tutto il suo fascino Mélanie Laurent. Anche una come Uma Thurman ha in Pulp Fiction il titolo che le vale la carriera. E lo stesso capolavoro tarantiniano è stato un volano per Samuel L. Jackson e la "resurrezione" per John Travolta. Anche l'ex bambola sexy Pam Grier deve a Quentin il ritorno alla ribalta con Jackie Brown. "Mr. Blonde" Michael Madsen grazie a Le iene è diventato l'attore icona per ruoli da killer violento e psicopatico.

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