Cinema

A private war, il film sulla reporter di guerra Marie Colvin - Video

Rosamund Pike riporta in vita la giornalista uccisa in Siria e il suo desiderio insaziabile di testimoniare le atrocità dei conflitti

A private war

Simona Santoni

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Una benda nera sull'occhio sinistro e il coraggio di andare a cercare le verità tra bombe e colpi di mortaio. Marie Colvin per il quotidiano britannico Sunday Times ha seguito i conflitti in Cecenia, Kosovo, Sierra Leone, Zimbabwe, Sri Lanka e Timor Est. Ha seguito la Primavera araba in Tunisia, Egitto e Libia, prima giornalista a intervistare nel 1986 Mu'ammar Gheddafi dopo l'inizio dei bombardamenti degli Stati Uniti in Libia. La sua missione era portare una luce sull'"umanità ai margini, spinta verso l'insopportabile". Fino alla morte in Siria, durante l'assedio di Homs, uccisa il 22 febbraio 2012 all'età di 56 anni insieme al fotografo francese Rémi Ochlik. 

Ora la storia della reporter statunitense arriva al cinema con A private war, dal 22 novembre nelle sale italiane con Notorious Pictures, film tratto dall’articolo Marie Colvin's Private War di Marie Brenner pubblicato sull'edizione statunitense di Vanity Fair

Rosamund Pike interpreta Marie Colvin. Accanto a lei Jamie Dornan e Stanley Tucci. Alla regia lo statunitense Matthew Heineman, regista di documentari come City of Ghosts e Cartel Land (nominato agli Oscar 2015 come Miglior documentario). Per lui è il primo film narrativo.

"Il giornalismo è sotto attacco e sempre più polarizzato da 'notizie' inventate che si mascherano da vero giornalismo", ha spiegato Heineman. "Profondamente preoccupato dalle minacce che ciò pone alla società, sono stato ispirato per fare A private war dalla leggendaria corrispondente di guerra Marie Colvin. Una delle più famose giornaliste del nostro tempo, Colvin era uno spirito assolutamente senza paura e ribelle, pronta a correre enormi rischi per ottenere una storia. Era costantemente sotto attacco, ma ciò che la distingueva davvero, più di ogni altra cosa, era il suo profondo desiderio di mostrare la vera sofferenza umana causata dalla guerra. La sua missione, con le sue stesse parole, era di 'alzare la testa contro il potere'. Voleva che il mondo si preoccupasse di quelle atrocità indicibili – che sono così spesso tenute a debita distanza – tanto quanto lei".

Il biopic la segue negli ultimi 10 anni della sua vita, in prima linea nei conflitti brutali in Sri Lanka, Iraq, Libia, Afghanistan e Siria. "Il film parla del desiderio insaziabile di testimoniare le atrocità della guerra e delle conseguenze che hanno avuto su di lei".


In questo video in esclusiva un estratto del film A private war:

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