Cinema

Premi Oscar: come cambierà la cerimonia e perché

L'Academy ha annunciato importanti (e discutibili) novità che verranno introdotte dal prossimo anno

L'annuncio Twitter delle novità per gli Oscar 2020

Barbara Massaro

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E' giusto far scendere a compromessi la settima arte? E' legittimo premiare la forza al botteghino di un film e non la sua potenza semantica? Così facendo non si rischia di banalizzare l'arte cinematografica mettendo all'interno della stessa cerimonia di premiazione pellicole mainstream e lungometraggi di nicchia?

Dove vanno gli Oscar

Sono queste le domande che giornalisti e critici cinematografici si stanno ponendo in queste ore dopo che l'Academy, l'organizzazione che si occupa dell'assegnazione dei premi Oscar, ha annunciato importanti novità in vista del prossimo anno.

Tre sono i cambiamenti chiave: la diretta televisiva durerà solo tre ore (contro le quattro e mezza attuali); la cerimonia sarà spostata a inizio febbraio (il nove, per l'esattezza) per essere più vicina alle altre premiazioni del cinema come i Golden Globe, gli Screen Actors Guild Awards e i Critics’ Choice Awards e soprattutto verrà introdotta una nuova categoria da premiare, quella denominata Outstanding achievement in popular film.

Il premio al miglior blockbuster

In pratica si tratta delle pellicole blockbuster, quelle che guadagnano milioni di euro al botteghino perché di enorme presa sul pubblico mainstream. I vari Avangers, Guerre Stellari e film di supereroi, dal prossimo anno, entreranno al Kodak Theatre dalla porta principale.

Il perché della svolta commerciale è presto detto. Il neo rieletto presidente degli Academy John Bailey si è trovato faccia a faccia con quel -19% di ascolti rispetto al 2017, e addirittura al -39% rispetto al 2014, l'edizione più vista di sempre. 

Pare, così scrive Variety, che le major abbiano tirato Bailey per la giacchetta intimandogli di fare qualcosa in fretta e subito per ridare forza commerciale alla cerimonia degli Oscar.

Non che la tv, quella sera, non la guardi nessuno - la scorsa edizione è stata vista da 26,5 milioni di persone solo negli Usa - ma, sull'onda della scandalo Weinstein, il bel mondo di Hollywood con i suoi lustrini e i discorsi confezionati, ha perso di appeal sul grande pubblico.

Negli ultimi anni, poi, hanno preso a essere premiati nella categoria Miglior Film pellicole sempre più di nicchia come Moonlight o La Forma dell'acqua, mentre fino a qualche anno fa nella lista dei nomi accanto a titoli più da intenditori c'erano anche i kolossal come Titanic e Il Gladiatore.

Basti pensare che tutti e nove i film candidati come miglior pellicola 2018 insieme hanno guadagnato 80 milioni di dollari contro i 600 milioni incassati da Gli Ultimi Jedi da solo nello stesso periodo. Incassi direttamente proporzionali all'appeal sul grande pubblico potenziale telespettatore degli Oscar in tv.

L'autoreferenzialità della cerimonia

Da tempo nell'ambiente c'è chi sottolinea che gli Oscar sono sempre più prolissi e autoreferenziali e il bisogno di rinnovamento era nell'aria.

Ma la domanda è se l'introduzione della categoria blockbuster sia la soluzione alla crisi o solo una pezza per ampliare la base del pubblico da casa senza però offrire una reale soluzione alla crisi del post Weinstein.

I detrattori della politica di Bailey sostengono che sarebbe stato meglio rendere ancora più esclusivi gli Oscar alzando l'asticella delle pellicole e non abbassandola a misura di botteghino. 

Una svolta era necessaria

Quello su cui tutti convengono è invece il fatto che la durata della serata andava resa più televisivamente fruibile e quindi meno lunga.

A parte i grandi appassionati, infatti, nessun essere umano dotato di vita, lavoro e famiglia può trascorrere quattro ore e mezzo davanti alla televisione aspettando, fino a tarda notte, il conferimento dei premi più prestigiosi.

Per questo, già a partire dal 2019, la cerimonia durerà meno e alcune categorie minori verranno premiate nel corso della pubblicità per poi trasmettere in diretta un montaggio dei momenti più emozionanti. Anche i discorsi degli attori dovranno essere più stringati e molti intermezzi di varietà verranno soppressi.

Ora resta da vedere se alla prova dei fatti le novità per il 2019 aiuteranno a risollevare gli ascolti o se la macchina del cinema in generale sta subendo una crisi per superare la quale non basta una superficiale spolverata di novità.

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