'Pazze di me' di Fausto Brizzi: 5 cose da sapere

Arriva la nuova commedia del regista romano con l'"anti-mammone" Francesco Mandelli beato tra le donne

Francesco Mandelli e il cast di 'Pazze di me' (Credits: Ufficio Stampa)

Claudia Catalli

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Sta per sbarcare in seicento sale (dal 24 gennaio) il nuovo film di Fausto Brizzi : Pazze di me, con il "Solito Idiota" Francesco Mandelli protagonista. Bastano questi due nomi per prevedere incassi considerevoli, nel frattempo: cinque cose da sapere sul film.

1.   Chi dice donna dice danno. Non è citato tra i proverbi che stanno a cuore allo sfortunato protagonista, ma è senz’altro il leitmotiv della commedia. Prendi una strampalata famiglia-gineceo. Una madre-sergente (Loretta Goggi), una nonna rimbambita (Lucia Poli), la sua eccentrica badante (Paola Minaccioni) e una triade di sorelle sull’orlo di una crisi di nervi chiamate non a caso "la svampita, la zo**la e la depressa" (Marina Rocco, Claudia Zanella e Chiara Francini). Aggiungi un fratellino incompreso (Francesco Mandelli), trascurato ma sempre disponibile a seguirle in ogni loro follia, e togli un padre (Flavio Insinna), fuggito di casa troppo presto con un poetico “E ora sono ca**i tuoi” sbattuto in faccia al figlio sulla soglia di casa. Cospargi di battute, gag e sketch di quotidiani deliri familiari (su tutti, la colazione-tripudio di isterie femminili), più un paio di grossolane cadute di stile (l'inquadratura sulla maglietta bagnata della prosperosa Francini) tanto per non farsi mancare niente. Il risultato? “Un atto d’amore nei confronti delle donne – lo definisce Brizzi - Quelle che vedete nel film le conosco per davvero”.

2.    Brizzi e Mandelli: la nascita di un sodalizio. Il primo cercava un comico giovane convincente, il secondo un regista che potesse farlo evadere dalla maschera di I Soliti Idioti . Si sono trovati, e ora non sembrano intenzionati a lasciarsi. “Meditiamo di fare un altro film insieme”, dichiara uno. E l’altro racconta: “Brizzi è il mio regista ideale. A lui devo il mio primo vero ruolo da protagonista: mi ha chiesto di togliere le faccette e far rimbalzare la follia di queste donne. E con fuoriclasse della comicità come loro, è stato facilissimo”.

3.    Il pallino dei film corali. A chi gli chiede come mai abbia firmato l’ennesimo film corale, dopo aver promesso di non farne più, Brizzi risponde così: “Avevo fatto anche un'altra promessa: dare ruoli comici alle donne. Senza fare ragionamenti di marketing, volevo sette attrici comiche che potessero avere tutte un loro spazio. Continuo a sostenere che girare un film corale è faticoso, devi trovare equilibri mai facili, però con loro viaggiavamo ad altissima velocità: alla fine ho girato il film in sette settimane, anziché otto”.

4.    Pericolo misoginia? Ci pensa Bosco. Chiara Francini è un'insopportabile Miss perfezione che, mollata sull’altare da Luca Argentero, si lascia marcire sul divano con tanto di velo e fiori in mano. Marina Rocco cambia fidanzato di continuo, non sa cosa significhi la parola “genio” e ricorda poco, quel poco anche male, delle cose che (dis)fa. Claudia Zanella è una trentenne femminista e immatura che cede al fascino di un banale uomo sposato. Bastano questi tre ritratti a far balenare alla mente una possibile accusa di misoginia: se racconti le donne in maniera caricaturale e macchiettistica, ci può anche stare. Brizzi non ci sta, anzi, ci aveva già pensato, e si difende chiamando in causa l’autrice del libro omonimo da cui è tratto il film: “Federica Bosco era il mio guardiano della misoginia. Toglieva ogni traccia di maschilismo già dalla sceneggiatura”. Alle spettatrici l’ardua sentenza.

5.    Una commedia "anti-mammoni". Diciamolo pure, i fan dei film di Brizzi ameranno questo film. C’è dentro il romanticismo giovanile edi Notte prima degli esami, l’incontro/scontro tra sessi dei due Maschi contro Femmine e viceversa, più un pizzico di nostalgia alla Ex . Anche i fan di Mandelli non resteranno delusi - per altro nel cast figura il suo partner “solito idiota” Fabrizio Biggio -. Chi cerca una commedia leggera e poco impegnativa potrà apprezzare le performance femminili, Loretta Goggi e Paola Minaccioni su tutte. Per gli altri, pochi, spettatori: d’accordo, sarà la solita commediola che fa incetta di incassi ma a voi non convince. La troverete furbetta, poco avvincente e neanche troppo divertente: apprezzate per lo meno che sia una commedia “anti-mammoni”, in cui il protagonista, soffocato da una madre ingombrante, sceglie una volta tanto di lasciar squillare il telefono a vuoto. E farsi, finalmente, una propria vita.

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