Paolo Sorrentino
Cinema

Oscar 2017, Paolo Sorrentino: "Candidare Fuocoammare è masochistico"

Il regista avrebbe presentato il film di Rosi nella categoria documentari, dando una chance anche a "Indivisibili"

Alla notizia di Fuocoammare scelto come rappresentante italiano agli Oscar 2017 si è levato un coro entusiasta. Ha preso le distanze dalla generale esultanza solo una voce contraria, solitaria e autorevole. Quella di Paolo Sorrentino

La gioia delle istituzioni italiane

"Contenta che Fuocoammare sia candidato all'Oscar perché è anche riconoscimento dello sforzo dell'Italia per salvare rifugiati e migranti", ha scritto la presidente della Camera Laura Boldrini su Twitter. "Un onore per l'Italia essere rappresentata da Fuocoammare come miglior film in lingua straniera agli Oscar 2017", gli ha fatto eco il premier Matteo Renzi sempre sui social. 
"Grande soddisfazione e un grosso in bocca al lupo a Gianfranco Rosi e al suo Fuocoammare", aveva commentato il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini.

La voce contraria di Paolo Sorrentino

Ma dalla voce di gioia e soddisfazione che parla all'unisono (anche noi abbiamo apprezzato la scelta della commissione) si allontana l'osservazione controcorrente di Paolo Sorrentino, uno che l'Oscar l'ha vinto (con La grande bellezza) e che era in seno alla commissione che ha deciso che fosse Fuocoammare a rappresentarci, vincendo per 5 voti a 4 il testa a testa con Indivisibili. "Fuocoammare è un bellissimo film, ma andava candidato all'Oscar nella categoria dei documentari", ha detto il regista a Repubblica.it. "Questa scelta è un inutile masochistico depotenziamento del cinema italiano che quest'anno poteva portare agli Oscar due film: un film di finzione che secondo me avrebbe avuto molte chance è Indivisibili di Edoardo De Angelis, mentre Fuocoammare può concorrere e vincere nella categoria dei documentari".

L'osservazione di Sorrentino lascia in effetti a bocca aperta e fa riflettere non poco. Di certo il regista ne avrà discusso in sede di commissione, con gli altri otto votanti: i produttori Tilde Corsi e Roberto Sessa, i distributori Osvaldo De Santis e Francesco Melzi d'Eril, i giornalisti Piera Detassis e Enrico Magrelli, lo scrittore Sandro Veronesi, Nicola Borrelli, direttore generale Cinema del Mibact.

L'approvazione di Enrico Magrelli

Ed Enrico Magrelli, pur "dispiaciuto" per Indivisibili rimasto fuori per un voto, ha infatti replicato all'Ansa: "È un'ottima designazione che va nel segno del consenso internazionale che il film sta avendo da febbraio, un segnale che il cinema italiano manda all'Academy e forse al cinema italiano stesso che prova a pensare a un cinema universale. L'Orso d'oro a Berlino è un biglietto da visita significativo".
E di un pezzo di strada già percorso, con il successo all'estero, parla anche Paolo Del Brocco di Rai Cinema, tra i produttori con Rosi stesso e Donatella Palermo. "Difficile dire se arriverà alla cinquina, ci arriva però con una bella visibilità internazionale e con un valore aggiunto per il tema e l'Europa quando l'argomento migranti è in cima a tutto. La già prevista uscita americana il 21 ottobre è un ulteriore piazzamento".

Gli sfidanti di Fuocoammare

Il percorso è tutt'altro che facile. Tra gli sfidanti si trovano Paradise di Andrej Končalovskij, Julieta di Pedro Almodóvar, Death in Sarajevo di Danis Tanović, Toni Erdmann di Maren Ade, Sieranevada di Cristi Puiu, il film animato Ma vie de courgette di Claude Barras e The Salesman di Asghar Farhadi.  
Se Fuocoammare entrerà nella rosa dei candidati, selezionato tra le varie proposte dei singoli paesi, si saprà il 24 gennaio 2017, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 26 febbraio.

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